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COSMO-SkyMed: sistema completo

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Non c’è tre senza quattro: il 25 ottobre l’“occhio spaziale” FM4 lascerà la superficie del nostro pianeta per aggiungersi agli altri tre satelliti gemelli che compongono la Costellazione radar in banda X di COSMO-SkyMed.

Il più importante programma italiano di Osservazione della Terra giunge così con successo al completamento ad appena tre anni di distanza dal lancio del primo segmento, effettuato nel giugno del 2007 dalla base militare di Vandenberg in California (la stessa da cui FM4 lascerà il nostro pianeta). COSMO-SkyMed 4, integrando in orbita i tre omologhi già operativi, permetterà alla Costellazione di funzionare sfruttando pienamente le proprie potenzialità. Così configurato l’occhio radar della Costellazione, concepita per funzionare in modo duale (per usi sia civili che militari) ricoprirà un ruolo di sempre maggiore importanza nella protezione dell’ambiente, nella prevenzione di catastrofi naturali e in generale nella gestione di ogni tematica inerente la sicurezza del territorio.

Le “case history” di successo in questi primi anni di attività del sistema – sebbene in modalità ancora non completa – sono già numerosissime. E’ dal 2008 che le Nazioni Unite, e molte diverse organizzazioni umanitarie, hanno a disposizione immagini radar dettagliate di ogni evento “critico” di rilievo avvenuto sul pianeta. Dal ciclone Nargis in Birmania agli uragani Hannah e Ike su Haiti, dal sisma in Cina a quello ad Haiti. Fino alle immagini che hanno recentemente mostrato al mondo la deriva del gigantesco iceberg staccatasi dalla Groenlandia nei primi giorni di agosto, immediatamente riprese dagli “occhi” di COSMO-SkyMed ed elaborate dai tecnici di e-Geos (società Telespazio/ASI).

Il programma COSMO-SkyMed include un Segmento spaziale e uno di Terra. Il primo è costituito da una costellazione di quattro satelliti identici, dotati di radar ad apertura sintetica (SAR) che lavorano in banda X (in grado quindi di vedere attraverso le nuvole e in assenza di luce solare). Il Segmento di Terra è invece suddiviso in due “aree” operative, il Centro Spaziale del Fucino e il Centro Spaziale di Matera. Il primo gestisce le fasi di acquisizione dei satelliti dopo il lancio e la loro successiva messa in orbita, oltre alle attività di comando e di controllo. Il secondo, infine, è responsabile dell’acquisizione, del processamento e della distribuzione dei dati rilevati.
COSMO-SkyMed consente la copertura globale del nostro pianeta, operando in qualsiasi condizione meteorologica e di illuminazione (giorno/notte) e fornisce immagini geolocate ad elevata risoluzione spaziale con tempi di risposta estremamente rapidi. È  in grado di fornire, su scala planetaria, informazioni del tutto innovative per lo studio ed il controllo dell’ambiente; le caratteristiche peculiari della costellazione e del segmento di terra, la elevata qualità dei prodotti e la loro integrabilità con dati di diversa natura, satellitare e non, rendono possibili un crescente numero di applicazioni, con particolare riferimento alla prevenzione, al monitoraggio e alla gestione dei rischi naturali ed antropici. Ma il vero punto di forza di COSMO-SkyMed è probabilmente la sua straordinaria flessibilità di utilizzo: è stato infatti concepito come un sistema multi-missione in grado di integrarsi con altri sistemi satellitari, proprio per soddisfare le esigenze di una vasta comunità di utenze.
L'occhio del radar può operare in modalità spotlight (concentrandosi su un'area di pochi km quadrati e osservandola con risoluzione fino al singolo metro), stripmap (osservando una striscia continua di superficie terrestre) o scanSAR (coprendo una regione di 200 km di lato). Come già ricordato sopra, sono poi estremamente rapidi i tempi di risposta, necessari per configurare la costellazione in modo da ottenere immagini dell'area desiderata. Si va da 72 ore quando si opera in condizioni di routine, fino a meno di 18 ore in condizioni di emergenza. Ultimo punto di forza che vale la pena rimarcare in questa breve “carrellata” è infine il breve tempo di “rivista”, termine con cui si indica l'intervallo tra due passaggi sullo stesso punto. E’ inferiore alle 12 ore, il che consente di monitorare costantemente l'evoluzione della situazione in qualunque area: al momento nessun sistema satellitare di Osservazione della Terra può vantare caratteristiche così avanzate.

 


URP-ASI

Fabrizio Zucchini

 

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