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Smog, Italia e' paese piu' colpito nella UE

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Siamo al paradosso: l’Unione Europea è costretta a ricordare ad amministratori locali e regionali, nonché al governo italiano che l’inquinamento dell’aria da polveri sottili (PM10) sta provocando enormi impatti sulla salute dei cittadini italiani. La UE  sottolinea che l’Italia è il Paese più colpito nella UE e l’Agenzia Europea per l’Ambiente calcola che il PM10 abbia provocato oltre 66 mila morti. Per il WWF la salvaguardia della salute dei cittadini italiani dovrebbe essere la prima preoccupazione di governi nazionali, regionali e locali, mentre mancano ancora serie politiche di sistema per affrontarne e abbatterne le cause, dal traffico all’energia e al riscaldamento. È necessario un provvedimento quadro che assegni target e compiti alle singole amministrazioni: un provvedimento concepito, da subito, in modo integrato con le politiche di decarbonizzazione che presentano un ventaglio di soluzioni che portano validi co-benefici anche per l’inquinamento (dall’uso delle fonti pulite e rinnovabili, alla elettrificazione dei trasporti, all’efficienza energetica negli edifici che diminuisce drasticamente le necessità di riscaldamento, ecc).

 

Scoperta un’altra cultivar di olivo resistente alla Xylella

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Nuovi risultati dall'impegno del Consiglio nazionale delle ricerche nella ricerca di soluzioni all’emergenza fitosanitaria che affligge da qualche anno l'olivicoltura pugliese. Ricercatori dell'Istituto per la protezione sostenibile delle piante del Cnr, assieme a colleghi dell'Università di Bari e del Centro di ricerca Basile Caramia, hanno scoperto fenomeni di resistenza nella varietà di olivo ‘Favolosa’, oltre che nel ‘Leccino’. L'epidemia di Xylella fastidiosa che affligge da qualche anno l'olivicoltura pugliese ha ormai varcato i confini della provincia di Lecce, interessando anche parte delle provincie di Brindisi e Taranto. Si tratta di un territorio che ospita circa venti milioni di ulivi, una parte non trascurabile dei quali ormai gravemente compromessa. Una situazione preoccupante a cui la scienza è chiamata a cercare soluzioni: la stima di Coldiretti Puglia è di un danno di oltre un miliardo di euro.

 

Odori da toccare: quando la bocca diventa naso

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Un comune gamberetto usa le sue chele per esplorare il fondale marino, staccarne frammenti, e portarli a contatto con l’apparato boccale. È la sua bocca, quindi, che funziona da ‘naso aquatico’ permettendo al crostaceo di rilevare la presenza di odori insolubili in acqua. Immagine realizzata da G. Villani, P. Amodeo ed E. Mollo

 

Un recente studio dell’Icb-Cnr sui meccanismi di comunicazione chimica in ambiente acquatico mette in crisi la tradizionale distinzione tra i sensi, olfatto e gusto, basata su criteri spaziali. Il lavoro pubblicato su Pnas. Tradizionalmente, l’olfatto è considerato un senso ‘a distanza’ mentre il gusto è trattato come un senso ‘per contatto’. Si tratta però di una distinzione basata prevalentemente sulle percezioni umane e che è stata sottoposta a forte critica in un articolo pubblicato nel 2014 sulla rivista Frontiers in Chemistry. Secondo questa nuova prospettiva, in ambiente acquatico si può osservare un’inversione nella portata a distanza dell’olfatto quando i segnali olfattivi sono veicolati da molecole insolubili in acqua, ma che essendo volatili, possono diffondersi nell’aria e arrivare al nostro naso. Su tale premessa si fonda il lavoro sperimentale guidato da Ernesto Mollo, ricercatore dell’Istituto di chimica biomolecolare del Consiglio nazionale delle ricerche di Pozzuoli (Icb-Cnr), recentemente pubblicato sulla rivista Pnas. Lo studio, svolto nell’ambito di una collaborazione multidisciplinare tra l’Icb-Cnr e varie istituzioni di ricerca italiane e straniere, sfida l'attuale letteratura sulla chemio-recezione in ambiente acquatico, secondo cui il mondo olfattivo di crostacei e pesci è limitato alla sola percezione a distanza di sostanze solubili in acqua.

 

Rischi per l'ambiente dall'uso eccessivo di antibiotici nella zootecnia

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Con l'aumento della produzione zootecnica, per soddisfare le esigenze di una popolazione mondiale in crescita, è cresciuta a dismisura anche la somministrazione di antibiotici a bovini, suini e polli negli allevamenti di tipo intensivo. Si tratta di una pratica ancora vietata in Europa, ma praticata senza divieti in Cina e Stati Uniti. L’impiego è normalmente previsto per contenere infezioni e altre malattie fra capi che vivono fra di loro a stretto contatto, ma la FDA denuncia anche un uso superfluo per accelerare la crescita della muscolatura, in particolare nei bovini. Una stima parla addirittura dell'80 % di produzione di antibiotici negli Stati Uniti destinata all'allevamento.  Questa tendenza sta facendo in modo che aumenti la resistenza dei batteri agli antibiotici all'interno del suolo, comportando rischi sulla reale efficacia di questi farmaci. Il loro impiego massiccio infatti svolge un 'azione sul suolo, ed in particolare sui microrganismi, che non va sottovalutata.

 

Gli effetti sulla nostra salute del cambiamento climatico

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I cambiamenti climatici, con le ondate di calore e l’aumento delle temperature, gli eventi meteorologici estremi come alluvioni e siccità aumentano i rischi per la salute e il benessere umano. Oltre ai danni diretti, gli impatti influenzano l’alimentazione, l’approvvigionamento di acqua ma anche la diffusione di malattie, tramite vettori come le zecche e la zanzara tigre asiatica che aumentano il rischio di insorgenza di patologie quali la malattia di Lyme, l’encefalite da zecche, la dengue e la febbre del Nilo occidentale. Secondo l’OMS tra il 2030 e il 2050 il cambiamento climatico potrebbe causare circa 250.000 ulteriori morti l’anno per malnutrizione, malaria, diarrea e stress da calore. A livello globale, il numero di disastri legati al clima è più che triplicato dal 1960. Questi disastri si traducono in oltre 60.000 morti, principalmente nei paesi in via di sviluppo.

 

Tutto quello che avreste voluto sapere sul noce

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Uno studio dell’Ibaf-Cnr e Ibam-Cnr identifica origine e modalità di diffusione del noce comune, evidenziando l’influenza dell’uomo. Il lavoro, pubblicato su Plos One, ha incrociato i dati genetici della pianta con l’analisi glottologica della parola ‘noce’ e con i dati archeologici, topografici e storici relativi alla distribuzione geografica della specie

Un recente studio condotto dagli istituti del Consiglio nazionale delle ricerche di Biologia agro-ambientale e forestale (Ibaf-Cnr) e per i Beni archeologici e monumentali (Ibam-Cnr), ha permesso di identificare l’origine e le modalità di diffusione del noce comune (Juglans regia L.), specie oggi apprezzata per le proprietà nutraceutiche dei frutti ricchi di acidi grassi polinsaturi. Pubblicato su Plos One, il lavoro evidenzia l’origine asiatica della pianta e l’esistenza nel Caucaso e nelle valli delle montagne dell’Asia Centrale di almeno quattro zone dove le popolazioni di noce conservano un valore elevato di diversità genetica, probabilmente sopravvissute in nicchie ecologiche protette dopo le glaciazioni del Pleistocene (Kyrgyzstan occidentale, Asia occidentale e centro-meridionale, Uzbekistan centro-orientale, province di Xinjiang and Shandong in China).

 

Il culto abruzzese delle Acque Sacre come risorsa per una valorizzazione territoriale

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L’acqua, origine della vita, elemento sacro agli antichi, sostanza taumaturgica, fattore attrattivo nel processo di popolamento è da sempre stata al centro di riti e di festività: ad essa sono stati consacrati luoghi di culto, in suo onore sono stati compiuti riti propiziatori, essa è lo strumento per mezzo del quale avvengono le guarigioni. Un elemento della natura capace di sacralizzarne il paesaggio: l’inspiegabilità della sua origine ha rivestito di magia alcuni luoghi, il cristianesimo si è sovrapposto ai culti pagani dell’acqua, l’eremitismo ha contribuito ad avvolgere con un velo mistico la montagna abruzzese, laboriosamente organizzata dai grandi monasteri.

 

 

Mars e Nestlé fanno un passo importante per proteggere i nostri oceani, cosa aspettano gli altri colossi dell’industria ittica?

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Trasbordo di tonno in mare aperto, Oceano Indiano.


Grazie alle richieste dei consumatori, Mars e Nestlé – le due più grandi compagnie al mondo di cibo per animali – hanno deciso di prendere provvedimenti affinché nei loro prodotti non arrivi pesce catturato con attività che danneggiano il mare e i diritti di chi vi lavora. Proprio in questi giorni, le due compagnie si sono infatti impegnate a eliminare dalle proprie filiere di produzione una pratica controversa, quella dei trasbordi in alto mare, che permette ai pescherecci di trasferire le proprie catture ad altre navi in mare aperto – lontane da ogni tipo di controllo – e di continuare cosi a pescare per mesi senza tornare mai in porto. I trasbordi sono spesso associati a pesca illegale, traffici di pinne di squalo e, purtroppo, anche a gravi violazioni dei diritti umani dei lavoratori, letteralmente “intrappolati” a bordo dei pescherecci, come denunciato da Greenpeace Southeast Asia.

 

Comunità microbiche sahariane sulle Alpi

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Pubblicata su Microbiome una ricerca di Fondazione Edmund Mach, Istituto di biometeorologia del Cnr, Università di Firenze, Innsbruck, Venezia. Studiando la polvere sahariana depositata e ‘sigillata’ sulla neve delle Alpi dolomitiche, sono state identificate migrazioni di microorganismi dalle aree sahariane. Si tratta di uno degli effetti del cambiamento climatico e dell’uso del suolo

 

Il cambiamento climatico e l’uso del suolo stanno provocando migrazioni che non si possono fermare, quelle dei microorganismi. Un team multidisciplinare di microbiologi, geologi, chimici e bioclimatologi di Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige, Istituto di biometeorologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibimet-Cnr) , Università di Firenze, Venezia e Innsbruck, ha studiato la carica microbica di uno tra i più intensi eventi di trasporto di polveri sahariane che ha raggiunto le Alpi nel 2014, pubblicando i risultati sulla prestigiosa rivista Microbiome.

 

“Smartflower”: l’impianto fotovoltaico “girasole”che produce il 40% di energia in più…

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Lo “Smartflower”, è un innovativo impianto fotovoltaico ideato e realizzato da Alexander Seatek. E’ una sorta di fiore meccanico “intelligente”, che si comporta proprio come un girasole: al tramonto o in condizioni di forte vento, per evitare danneggiamenti, i suoi petali restano in posizione di riposo, ma all’alba, si riaprono automaticamente, a ventaglio, e formano una corolla che segue i raggi del sole, li incamera e li trasforma in preziosa energia elettrica pulita. Anche in presenza di tempo nuvoloso, però, il “fiore” hi-tech è in grado di svolgere la sua funzione.

 

Energia: un protocollo green per l'efficienza e la sostenibilità ambientale nel cinema

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I risultati dello studio ENEA-Green Cross Italia sulla filiera dell’industria cinematografica

Cinema in Classe AL’intera industria cinematografica mondiale è responsabile del 2 per cento delle emissioni globali di CO2. È quanto emerge dal convegno #CinemaInClasseA, organizzato a Roma da ENEA e Green Cross Italia, che ha analizzato i consumi e le possibilità di risparmio del settore in Italia. “Abbiamo calcolato che i consumi di energia e le relative emissioni si potrebbero ridurre di circa il 20 per cento, se tutte le produzioni cinematografiche adottassero protocolli di sostenibilità per la realizzazione dei propri film”, ha sottolineato Antonio Disi dell’ENEA, coordinatore della Campagna nazionale per l’efficienza energetica Italia in classe A, promossa dal Ministero dello Sviluppo Economico e realizzata dall’ENEA.

 

Nuove immagini di Greenpeace mostrano quali sono i rischi della mancata protezione di aree di Foresta Amazzonica

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Nonostante in Amazzonia la deforestazione sia aumentata del 75 per cento tra il 2012 e il 2015, il governo brasiliano starebbe pensando di ridurre la protezione di alcune aree intatte della foresta. Greenpeace è andata sul posto per documentare cosa rischiamo di perdere. Il governo Temer starebbe infatti per presentare al Congresso Nazionale una proposta per ridurre le Conservation Units – un potente strumento contro la distruzione delle foreste. Si prevede di cancellarne una e ridurre la superficie di altre quattro del 40 per cento. In una sola mossa si potrebbe togliere la protezione a un’area grande sei volte l’area metropolitana di Londra: circa un milione di ettari di foresta.

 

Idrogeno ed energia elettrica per il rifornimento del futuro - Al via il progetto europeo CH2P coordinato dalla FBK di Trento

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Realizzare una nuova tecnologia ad elevata efficienza e limitato impatto di emissioni carboniche, in grado di generare idrogeno ed energia elettrica da impiegare nelle stazioni di rifornimento del prossimo futuro, per incentivare la sostenibilità nel settore dei trasporti. E’ questo l’obiettivo del progetto CH2P (Cogeneration of Hydrogen, Heat and Power using solid oxide based system fed by methane rich gases) coordinato a livello europeo dalla Fondazione Bruno Kessler (FBK) di Trento. Responsabile del progetto, avviato ufficialmente in febbraio a Bruxelles, è Luigi Crema che alla FBK guida l’Unità ARES, dedicata alla ricerca applicata sui sistemi energetici. “La Fondazione Bruno Kessler di Trento”, sottolinea Luigi Crema, “guiderà il Consorzio del progetto CH2P per sviluppare un’innovazione tecnologica in ambito energetico con una collaborazione estesa a livello europeo. In particolare verrà realizzato il prototipo di un impianto per la produzione di 100 kg di idrogeno al giorno, sufficiente a supportare un progetto pilota collegato alla mobilità. La tecnologia sarà poi scalata a dimensioni maggiori per poter alimentare flotte più estese di veicoli, come auto, autobus e treni. Il tutto nell’ottica di accelerare la transizione verso le tecnologie basate su idrogeno e combustibili alternativi, con nuove soluzioni per il mercato, a partire dal settore dei trasporti stradali che in Europa genera oltre il 40% delle emissioni di ossido di carbonio”.

 

I macachi comprendono le relazioni di parentela

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Questi primati hanno una visione oggettiva delle relazioni sociali che legano i loro simili e sono in grado di riconoscere rango sociale e relazioni famigliari. Una ricerca dell'Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Cnr e del Deutsches Primatenzentrum di Gottinga mostra come acquisiscano queste competenze e i vantaggi che ne traggono. Lo studio è pubblicato su Royal Society Open Science. L’osservazione di un gruppo di macachi evidenzia che i due cardini della loro organizzazione sociale sono la gerarchia di dominanza e le relazioni di parentela. Queste ultime, in particolare, determinano in larga parte la rete delle interazioni sociali, sia amichevoli, sia aggressive. Essere in grado di riconoscere le relazioni di parentela che legano altri individui, potrebbe quindi aiutare questi primati ad affrontare con successo il loro complesso mondo sociale.

 

Clima,ministri Ambiente UE riuniti a Bruxelles

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28 febbraio a Bruxelles il Consiglio Ambiente. “L’Italia persegua davvero impegni Parigi e chieda obiettivi più ambiziosi per Emission Trading Scheme”

Greenpeace, Legambiente, WWF, Italian Climate Network, Coordinamento Free e Kyoto Club rivolgono un appello al Ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti: l’Italia deve avere un ruolo propulsivo per rendere efficace il meccanismo dell’Emission Trading, non attestandosi su posizioni di mera difesa di alcuni settori e aiutando così mediazioni al ribasso, ma contribuendo a rendere davvero efficace lo schema quale strumento di lotta al cambiamento climatico e riconversione dell’economia. È essenziale che la UE riaffermi la propria leadership a livello globale sul clima.

 

Liberi da sostanze tossiche

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Le sostanze tossiche presenti nell’ambiente mettono in pericolo l’acqua, l’aria, il suolo e il nostro stesso futuro.

 

La produzione, l’uso e il rilascio di molti prodotti chimici di sintesi sono oggi riconosciuti come un pericolo globale per la salute pubblica e per l’ambiente. Nel mondo, le industrie chimiche continuano a produrre e rilasciare migliaia di composti ogni anno. Nella maggior parte dei casi, la conoscenza sull’impatto sanitario e ambientale di queste sostanze è scarsa o addirittura nulla.

 

Elettronica verde

Ogni anno nel mondo si producono sempre più articoli tecnologici. Tutto ciò ha determinato una crescita esponenziale dei rifiuti elettronici, scarti molto pericolosi perché contenenti composti tossici che non possono essere smaltiti o riciclati in sicurezza. Questo problema però, può essere evitato. Per questa ragione, Greenpeace sta facendo pressione sulle compagnie Hi-tech, leader nella produzione di TV, cellulari, computer e console, per cambiare le loro politiche aziendali.

Chimica

La chimica è entrata a far parte della nostra vita quotidiana. Tutto è fatto di elementi chimici, naturali e di sintesi. L’uomo, però, con la sua sete di potere ha messo in commercio più composti chimici di quanti ne avesse davvero testati in laboratorio. La conseguenza è che siamo tutti più o meno contaminati da sostanze esterne, alcune delle quali davvero pericolose.

 

Trivellazioni, non ci sono alibi: il governo chiarisca

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L’Italia è un Paese refrattario alla pianificazione degli interventi in campo energetico, con un Governo che rischia di porsi al di fuori dall’Europa e degli impegni assunti su scala internazionale, continua a dare carta bianca alle aziende petrolifere (in primis ENI e Edison), a interessi industriali ad alto rischio ambientale, senza un disegno unitario.

Con una Lettera Aperta, al Presidente del Consiglio e ai Ministri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente, ai Governatori delle Regioni Greenpeace Italia, Legambiente e WWF chiedono come mai  il Governo italiano, violando gli impegni assunti con il recepimento della Direttiva comunitaria Offhsore (con il Dlgs n. 145/2016), si rifiuti ancora oggi di prevedere una programmazione delle attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi da sottoporre a Valutazione Ambientale Strategica, mentre procede  ad aprire Valutazione di Impatto Ambientale sulle singole istanze per permessi di ricerca offshore, che rappresentano la categoria più numerosa tra le procedure oggi aperte (37,5% con 6 istanze su 16; seguono 3 per autostrade, 2 per impianti idroelettrici, 2 per reti ad alta tensione, 2 per porti, 1 per aeroporti).

 

La Commissione europea chiede alla Corte d'imporre sanzioni pecuniarie all'Italia

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La Commissione europea denuncia l'Italia alla Corte di giustizia dell'Unione europea per mancata attuazione di disposizioni sulla sperimentazione animale nella normativa nazionale. La materia, che riscuote notevole interesse tra i cittadini, è disciplinata dalla direttiva 2010/63/UE sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici, per cui il termine ultimo di recepimento nella normativa nazionale era il 10 novembre 2012. Su raccomandazione del Commissario per l'Ambiente Janez Potočnik, la Commissione chiede alla Corte d'imporre all'Italia una penale di 150 787 EUR al giorno.

 

La Cina cancella la costruzione di 103 centrali a carbone

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La Cina, che come sappiamo è afflitta da enormi problemi di inquinamento, dovuto anche alle sue numerose centrali a carbone, è però, altresì, a livello globale, il maggior investitore nel campo delle energie rinnovabili. Nel tentativo di limitare la produzione di energia da fonti inquinanti e di puntare sulle energie pulite, la Cina ha ora cancellato il piano che prevedeva la costruzione di 103 centrali elettriche a carbone, il che significa tagliare di netto 120 gigawatt di elettricità. Per capire ancora meglio di quali cifre stiamo parlando, basta sapere che negli Stati Uniti d’America la produzione di elettricità dal carbone si attesta intorno ai 305 gigawatt.

 

Pesticidi: deputati chiedono una rapida approvazione di prodotti a basso rischio

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Secondo i deputati, l'utilizzo di prodotti fitosanitari tradizionali è sempre più oggetto di pubblico dibattito


I pesticidi biologici a basso rischio, compresi quelli a base di bio-organismi come i feromoni o gli oli essenziali, potrebbero sostituire quelli convenzionali, sospettati di danneggiare l'ambiente e la salute umana. I deputati si chiedono il motivo per il quale alcuni Stati membri esitano o rifiutano la loro omologazione e vogliono che la Commissione proponga una revisione delle norme per accelerare il processo di approvazione. In una risoluzione votata mercoledì, i deputati hanno fatto notare che l'utilizzo di prodotti fitosanitari tradizionali è sempre più oggetto di pubblico dibattito, a causa dei potenziali rischi che presentano per la salute umana, gli animali e l'ambiente. Eppure solo sette sostanze attive classificate come alternative "a basso rischio" sono state approvate nell'Unione europea.

 

È difficile influenzare i politici con i risultati scientifici sul cambiamento climatico

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L’esposizione alle previsioni dei modelli climatici ha meno effetto su policymaker e negoziatori che su un pubblico informato, secondo un articolo di Valentina Bosetti e co-autori. Ma il giusto formato di presentazione può migliorare l'efficacia delle previsioni.

 

 
 
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Pubblicato a Roma – Via A. De Viti de Marco, 50 – Direttore Responsabile Guido Donati

 

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