Sabato, 06 Maggio 2023


Grazie a tecniche avanzate di archeotossicologia, un team dell’Università degli Studi di Milano ha studiato le pratiche farmacologiche messe in campo nel XXVII secolo nella Cà Granda, l’ospedale dei milanesi. La ricerca è stata pubblicata su Scientific Reports.
Nel Seicento, il papavero da oppio veniva somministrato dai medici dell’epoca ai pazienti dell’Ospedale Cà Granda per le sue proprietà sedative, oltre che per il trattamento dell’algesia e in qualità di antitussivo: lo ha scoperto un team di scienziati dell’Università Statale di Milano che ha recentemente pubblicato l’articolo su Scientific Reports. La ricerca è stata coordinata da Gaia Giordano, dottoranda in Medicina Traslazionale (supervisore Prof. Francesco Sardanelli) presso il laboratorio di analisi chimico-tossicologiche forensi del Dipartimento di Scienze Biomediche della Salute della Statale di Milano e da Mirko Mattia, curatore e conservatore della CAL (Collezione Antropologica del LABANOF) e del MUSA (Museo Universitario delle Scienze Antropologiche, Forensi e Mediche per i Diritti Umani), sotto la guida di Cristina Cattaneo, direttrice del LABANOF (Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense), del MUSA e della CAL e Domenico Di Candia, tossicologo forense presso il laboratorio di analisi chimicotossicologiche forensi.

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