Articoli filtrati per data: Martedì, 21 Ottobre 2014
Martedì, 21 Ottobre 2014 17:16

Il metro cubo più freddo dell’Universo

Arriva dai Laboratori Nazionali del Gran Sasso il record del metro cubo più freddo dell’Universo. Il risultato è stato ottenuto da un team a guida italiana che ha impiegato una tecnologia di frontiera chiamata “cryogen free”.

 

Milano, 21 ottobre 2014 - L’esperimento CUORE che si trova ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN ha ottenuto un record mondiale portando una struttura di rame del volume di un metro cubo alla temperatura di 6 millikelvin: è la prima volta che un esperimento riesce a raggiungere una temperatura così prossima allo zero assoluto (0 Kelvin) con una massa ed un volume di questa entità. La struttura di rame così raffreddata, pari a circa 400 kg, è stata per 15 giorni, il metro cubo più freddo dell’Universo.

Pubblicato in Fisica

L’Ateneo coordina una ricerca europea per lo studio di nanoparticelle in grado di superare le barriere biologiche e veicolare con successo il farmaco in caso di tumori, malattie neurodegenerative, fibrosi cistiche e malattie polmonari. Il progetto NABBA ha ricevuto un finanziamento di 3 milioni di euro nell’ambito di Horizon2020.

 

Milano, 2 ottobre 2014 – L’Università di Milano-Bicocca sarà capofila del progetto europeo NABBA "Design and development of advanced NAnomedicines to overcome Biological BArriers and to treat severe diseases" finanziato con 3 milioni di euro dalla Commissione Europea nell'ambito del programma Marie Sklodowska Curie. Scopo del progetto la realizzazione di nanoparticelle in grado di trasportare farmaci con successo attraverso le barriere biologiche. NABBA è tra i primi del nuovo programma di ricerca Horizon2020 a vedere l’ateneo milanese come capofila.

Pubblicato in Medicina
Martedì, 21 Ottobre 2014 12:10

Prevenire i terremoti con i droni anti-sisma

Un team internazionale coordinato dall’’Università di Milano-Bicocca ha sperimentato in Islanda un metodo innovativo e a basso costo che analizza nell’’ordine dei centimetri le aree a rischio geologico ricreandole in un modello virtuale a 3D. Nel 2015 nuova spedizione in Grecia per un test anti-eruzioni.

 

Milano, 21 ottobre 2014 - Un gruppo di ricercatori italiani e inglesi coordinato da Alessandro Tibaldi, professore associato di geologia strutturale nel Dipartimento di Scienze dell’’Ambiente e del Territorio e di Scienze della Terra dell’’Università di Milano-Bicocca, ha testato con successo in una zona dell’’Islanda colpita in passato da forti terremoti un nuovo metodo per lo studio del rischio sismico. Il metodo comprende riprese aeree di altissimo dettaglio con velivoli automatici (droni) e una rappresentazione dei dati con tecniche di realtà virtuale. In questo modo è possibile studiare con una precisione prima inimmaginabile le strutture geologiche in grado di produrre futuri terremoti.

Pubblicato in Geologia

 

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