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Marzo 2026

L’asteroide Vesta non è solo uno dei corpi più antichi del nostro Sistema solare, ma ci sta rivelando che la sua storia evolutiva è molto più complessa di quanto si ritenesse finora. L’ultimo studio sul corpo celeste appena pubblicato sulla rivista Nature,  realizzato grazie ai dati raccolti dallo spettrometro italiano VIR (Visual and InfraRed spectrometer) a bordo della sonda Dawn della NASA  indica infatti che l’olivina, un minerale presente nelle regioni più interne dei pianeti rocciosi come la Terra, risulta quasi del tutto assente nei grandi bacini meridionali di Vesta, che si pensa si siano formati a seguito di impatti con altri corpi celesti e che avrebbero asportato gli strati più esterni della crosta ed esposto il suo mantello. L’olivina è stata invece osservata,  sorprendentemente, in grande abbondanza in una  regione lontana dai bacini sud, nell’emisfero nord.

 

Pubblicato in Cosmologia

L’apprezzamento delle opere d’arte figurative aumenta dopo la stimolazione elettrica anodica a bassa intensità della corteccia dorso laterale prefrontale sinistra. Lo rivela uno studio dell’Università di Milano-Bicocca appena pubblicato sulla rivista Social Cognitive and Affective Neuroscience.

 

Milano, 4 novembre 2013 – Il grado di apprezzamento di un’opera d’arte può aumentare a seguito di una stimolazione elettrica a bassa intensità della corteccia dorso laterale prefrontale sinistra, sede della valutazione estetica. È la conclusione alla quale sono arrivati i ricercatori dell’Università di Milano-Bicocca che hanno pubblicato uno studio sulla rivista Social Cognitive and Affective Neuroscience.

 

Lo studio (The world can look better: enhancing beauty experience with brain stimulation doi:10.1093/scan/nst165) coordinato da Zaira Cattaneo, ricercatore di Psicobiologia e Psicologia Fisiologica nel dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca e presso il Brain Connectivity Center-IRCCS Mondino di Pavia e realizzato con il contributo di Carlotta Lega, dottoranda in Psicologia presso l’ateneo milanese, Albert Flexas, Enric Munar, Camilo J. Cela-Conde dell’Università delle Isole Baleari e Marcos Nadal dell’Università di Vienna, rientra nel campo della neuro estetica, branca delle neuroscienze che si occupa di studiare i correlati neurali alla base dell'apprezzamento estetico.

Pubblicato in Neuroscienze
Sabato, 12 Ottobre 2013 00:00

Campagna di scavo Coste San Giacomo 2013

Si sono conclusi il 22 settembre 2013 gli scavi dell’Istituto Italiano di Paleontologia Umana nel sito pleistocenico di Coste San Giacomo (Anagni) coodiretti da Fabio Parenti e Raffaele Sardella. Nel corso dello scavo, condotto in collaborazione con il  Dipartimento di Scienze della Terra della Sapienza – Università di Roma, sono venuti in luce  numerosissimi fossili di grandi e piccoli mammiferi di circa due milioni di anni fa. Fra essi spiccano per importanza  paleontologica due diverse specie di proboscidati, tre specie di cervi, gazzelle, ippopotami, carnivori come la tigre dai denti a sciabola e iene e, per la prima volta in Europa mediterranea, il lupo etrusco.

 

Pubblicato in Antropologia
Sabato, 12 Ottobre 2013 00:00

Missione IsIPU in Giordania

Si è appena conclusa la prima campagna di ricerche sul paleolitico della Valle dello Zarqa, condotta dall’Istituto Italiano di Paleontologia Umana insieme alla Universidade de Sao Paulo (Brasile) e alla Hashemite University di Zarqa (Giordania). L’obbiettivo è quello di datare i siti archeologici paleolitici scoperti negli anni ’90 dalla missione dell’Università di Roma coordinanata da Gaetano Palumbo. A quel tempo vennero trovati numerosi giacimenti del Pleistocene inferiore e medio, con grandi quantità di industrie litiche di modo 1 e 2. Una prima attribuzione cronologica, basata sui dati archeologici e biostratigrafici attribuiva al giacimento più antico un’età di un milione di anni.

Pubblicato in Antropologia

Progetto MIUR Diffusione Cultura (legge 6/2000)

Il progetto finanziato dal MIUR prevede nella sua parte “fisica” l’allestimento di uno spazio espositivo presso il Laboratorio dell’Istituto Italiano di Paleontologia Umana ad Anagni in cui verranno presentati alcuni dei più importanti reperti paleontologici e archeologici pleistocenici rinvenuti nel Bacino.

Inoltre i visitatori potranno osservare da vicino l’attività dei paleontologi e archeologi durante le fasi di catalogazione e studio dei reperti. I ricercatori illustreranno le tecniche di scavo con l’allestimento di un Laboratorio di attività “simulate” dove verranno mostrate “le tecniche e gli strumenti del mestiere”. In questo modo i visitatori avranno la possibilità di seguire le metodologie di indagine degli studiosi dalla parte della “scoperta” fino allo studio e valorizzazione. Saranno organizzate delle attività divulgative anche in situ durante le operazioni di survey da parte dei ricercatori.

Pubblicato in Antropologia
Di Anna Curir
Kim Williams Books editore, Torino
http://www.kimwilliamsbooks.com/titles/monographs/114-i-processi-psicologici-della-scoperta-scientifica.html
In questo libro, che ha come sottotitolo 'L'armoniosa complessita' del mondo', l'autrice mette in evidenza il pensiero che guida e che ha guidato gli scienziati nel loro lavoro. Essendo astronoma, Anna Curir considera soprattutto le grandi figure dell'Astronomia, da Galielo a Hubble, non disdegnando pero' quelle di filosofi e altri studiosi.
Dal libro della Curir apprendiamo come per Lagrange la meccanica analitica non fosse altro che una branca della matematica e che per Galileo la matematica fosse il linguaggio in cui e' scritto il grande libro della Natura.
L'opera (arricchita da una bibliografia molto esauriente) e' disseminata di frasi e punti di vista di diversi studiosi estranei al campo dell'Astronomia, come Bion, Kuhn, Popper e Matte Blanco (lo psicologo matematico dell'inconscio), che mettono in evidenza il loro punto di vista sui processi mentali alla base della scoperta scientifica.  Riguardo alle idee e i pensieri dei grandi studiosi del cielo, possiamo leggere che Keplero intui' la sua terza legge basandosi sui rapporti musicali, e che per la sua teoria cosmologica si rifece al Cosmo dei Pitagorici, ritenuto eterno, sempre uguale a se stesso. E' poi interessante apprendere che il fisico Wolfgang Pauli volesse concepire la materia e la mente come due aspetti complementari della medesima realta'.
Pubblicato in Libri

Riassunto
Si segnala il rinvenimento di un raro idrozoo, Craspedacusta sowerbyi Lankester, 1880, in uno
stagno in Località Pardossi, Pontedera, Pisa.

Abstract
We report the discovery of a rare idrozoo, Craspedacusta sowerbyi Lankester, 1880, in a pond in Pardossi location, Pontedera, Pisa.
Introduzione
All’inizio del mese di Giugno 2012 in un lago per pesca sportiva in località Pardossi Pontedera Pisa  veniva notata da alcuni pescatori la presenza di numerose piccole meduse della grandezza di 2-3 cm., pulsanti in prossimità della superficie. L’esame degli esemplari ha rivelato che si trattava dell’ Idrozoo, Craspedacusta Sowerbyi Lankester, 1880, specie cosmopolita che però risulta molto rara nelle acque interne Italiane . Le poche segnalazioni sono riferite alle località: 2002 Lago della Svizzera Parco dei boschi di Carrega (Parma), 2006 Lago di Gussola (Cremona), 2006 Lago di Alsiero (Como), 2011 Lago della Cassiana Calenzano Firenze.
Pubblicato in Scienze Naturali

Un team di ricerca internazionale, tra cui l'Università di Bonn descrive un mammifero enigmatico che è vissuto circa 165 milioni di anni e poi si estinse. Alcune strutture sui suoi denti rivelano una specializzazione negli alimenti vegetali. Con la sua soffice pelliccia, l'animale risultava essere tenero, ma sulle zampe posteriori, possedeva probabili difese tossiche o velenose. Nulla faceva pensare  all’identikit di un animale “carino”. I paleontologi dell’universita’ di Bonn, in Germania, hanno ricostruito le fattezze di un fossile pubblicato in uno studio su ‘Nature’. Hanno così descritto per la prima volta le fattezze di un mammifero vissuto 165 milioni di anni fa, il ‘Megaconus Mammaliaformis’. Tale fossile possedeva due denti davanti grandi e minacciosi e la corporatura simile a quella di un topo.  Finora la sola cosa che si conosceva di lui erano i denti dotati di poderose cuspidi, che portava ad una ricostruzione del suo aspetto ben piu’ minaccioso.

Pubblicato in Paleontologia

Un biologo dell'Università dello Utah ha identificato 33 nuove specie di formiche predatori nell'America Centrale e nella Zona dei Caraibi. Molte di queste specie osservate al microscopio o una lente sono realmente mostruose e per tale motivo sono state identificate con i nomi di alcuni degli antichi Dei e demoni Maya.

Jack Longino, entomologo e biologo spiega "Tali specie sono mostruose viste sotto un microscopio, la loro testa è una sorta di scudo, gli occhi ridotti e piccoli ai lati e hanno mascelle feroci irte di denti aguzzi per colpire le loro prede! Sembrano una sorta di Alien in miniatura e questo le rende per me  interessanti e divertenti".

In uno studio pubblicato lunedì 29 luglio 2013, all'interno della rivista Zootaxa, Longino descrive ed identifica 14 nuove specie del genere Eurhopalothrix, e le distingue dalle altre 14 specie già conosciute dalla scienza. Il nome del genere deriva dal greco "dai capelli a forma di clava" e si pronuncia (you-row-pal-oh-thrix). In un'altro studio in pubblicazione Longino identifica altre 19 specie (rispetto alle 15 già esistenti), appartenenti al genere Octostruma (che si pronuncia oct-oh-strew-ma), il nome del genere significa che le antenne sono formate da otto segmenti.

 

Pubblicato in Scienze Naturali

La scoperta è avvenuta nell’atollo di Gambier. L’ha realizzata Francesca Benzoni, biologa dell’Ateneo, nell’ambito della spedizione scientifica internazionale Tara Oceans. “Scoperta importante per la conoscenza della biodiversità dei coralli”.

Milano, 30 luglio 2013 – Echinophyllia tarae: si chiama così la nuova specie di corallo scoperta nell’atollo di Gambier (Polinesia francese) dalla spedizione scientifica internazionale Tara Oceans, che dal 2009 al 2012 ha sondato, studiato e analizzato per la prima volta a livello globale la vita microscopica marina negli oceani.

La scoperta, pubblicata sulla rivista Zookeys (Echinophyllia tarae sp. n. (Cnidaria, Anthozoa,Scleractinia), a new reef coral species from the Gambier Islands, French Polynesia), è stata realizzata da Francesca Benzoni, ricercatrice del Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze dell’Università di Milano-Bicocca, che, all’interno della spedizione, ha coordinato e condotto gli studi sulla diversità dei coralli e il loro stato di salute.

La nuova specie di coralli (vedi gallery fotografica) è la prima specie descritta come risultato della spedizione Tara Oceans: appartenente al genere Echinophyllia, è un corallo duro, si sviluppa in colonie tra i 5 e i 20 metri di profondità, ed era finora noto solamente nell’arcipelago di Gambier.

 

Pubblicato in Scienze Naturali

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