Magi: "Test ingresso a Medicina sia a numero programmato. Contenuti dovrebbero essere psicoattitudinali e di cultura generale"

Omceo 08 Set 2022
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"Dico 'no' al numero chiuso a Medicina, ma dico 'sì' al numero programmato. Per come è organizzata al suo interno, aprire a tutti la facoltà di Medicina non è oggi possibile. Gli atenei, infatti, non sarebbero in grado di garantire una formazione adeguata a causa del numero eccessivo degli iscritti, diventerebbe davvero un grande problema". Lo spiega il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi.

"Ogni anno- precisa- si presentano in media in 60mila ai test per entrare a Medicina, anche se i posti sono molti di meno.

Ovviamente, se dessimo ogni anno il via libera a 60mila nuove persone, le università sarebbero davvero troppo affollate, non ci sarebbero aule e professori pronti a dare quella preparazione per cui i medici italiani sono famosi. Anzi, posso dire che i medici italiani sono quelli più preparati in assoluto al mondo".

"Lo ribadisco: credo che la cosa migliore sarebbe un accesso programmato- aggiunge- perchè l'unico problema di questo Paese è che non si programma mai. Ogni volta, infatti, i numeri sono il risultato di una lunga mediazione tra le parti ma poi non corrispondono a quelle che sono le necessità".

"E questo è avvenuto soprattutto con le specializzazioni e con l'imbuto formativo che abbiamo avuto per anni- continua Magi- e che, in realtà, abbiamo ancora. Perchè è vero che oggi i nuovi laureati hanno maggiore facilità a entrare nelle scuole di specializzazione, ma ricordiamo che in Italia, in questo momento, abbiamo circa 200mila medici che non sono specialisti".

"È dunque vero- afferma inoltre Magi- che i nuovi specializzandi, quelli che sono entrati, hanno chiaramente più facilità, perchè è chiaro che i più giovani hanno più facilità a partecipare ai concorsi e hanno più tempo libero per poter partecipare, mentre altri si sono in qualche modo collocati nel privato o nel Servizio sanitario nazionale facendo attività dove non è richiesta la specializzazione ma per il resto ci sono ancora molti medici non specialisti".

Secondo Magi, dunque, il problema più grande risiede nella programmazione. "La programmazione deve essere reale- dichiara- e, di volta in volta, rispetto alle esigenze dobbiamo decidere quanti sono i medici che servono in realtà sul territorio nazionale e quanti poi ne dobbiamo specializzare".

Il presidente dell'Omceo Roma si sofferma poi sugli argomenti dei test per entrare nella facoltà di Medicina. "Ritengo innanzitutto che i contenuti dovrebbero essere psicoattitudinali e di cultura generale. Molto spesso sarebbe utile verificare come una persona, un possibile futuro medico, intenda rapportarsi con il prossimo".

"Per un medico- conclude- è fondamentale l'empatia, la capacità di comunicare, la capacità di ascoltare, tutte cose estremamente utili per realizzare quell'equilibrio necessario per poter fare questo delicato lavoro".

Ultima modifica il Giovedì, 08 Settembre 2022 08:17
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