Medicina (1457)
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Il sonno misurato al polso e 83 malattie, un’associazione da maneggiare
04 Ott 2026 Scritto da Alessia Di Gioacchino
Un accelerometro portato per una settimana da 95.559 britannici collega più sonno REM a meno diagnosi di 83 malattie negli anni successivi. Lo studio è osservazionale, e lo strumento distingue le fasi del sonno con precisione modesta. Il comunicato confonde anche due malattie.
La UK Biobank è una grande coorte di volontari britannici. Fra il giugno del 2013 e il dicembre del 2015 ha invitato 236.519 partecipanti a portare al polso un accelerometro per sette giorni e sette notti. L’accelerometro è un sensore di movimento, simile a un orologio. Dopo i controlli di qualità sono rimasti 95.559 partecipanti, con un’età media di 56 anni.
Infezioni in gravidanza e autismo, un rischio alto su numeri piccoli
05 Ott 2026 Scritto da Stefano Fantini
Su 3,7 milioni di nati in Svezia, 975 avevano un’infezione congenita del gruppo TORCH. In quei bambini le diagnosi di autismo compaiono con una frequenza tripla, quelle di disabilità intellettiva più che settupla. Le infezioni sono rare, e il «triplo» va letto con i suoi limiti.
In Svezia nascite, diagnosi, voti scolastici e morti finiscono in registri nazionali. Hugo Sjöqvist e quattro colleghi del Karolinska Institutet di Stoccolma hanno collegato quei registri per tutti i nati nel paese fra il 1987 e il 2021. Sono 3.666.002 persone. Di queste, 975 avevano una diagnosi di infezione congenita, cioè trasmessa dalla madre al figlio. Sono meno di 3 ogni 10.000 nati.
Tumore al pancreas non operabile: al Gemelli la prima cura al mondo con "colla" radioattiva
02 Ott 2026 Scritto da Alessia Di Gioacchino

Aperta una nuova strada nella lotta al tumore del pancreas non asportabile chirurgicamente. Presso la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma, una donna di 63 anni colpita da adenocarcinoma duttale del pancreas localmente avanzato (LA-PDAC) è stata trattata per la prima volta a livello mondiale con una procedura di radioterapia locoregionale percutanea del tutto innovativa.
Un gruppo guidato dall’Università di Tartu ha ricostruito 26 genomi del batterio della peste da undici siti europei, datati fra il 1349 e il 1710. Un nuovo metodo di datazione collega in via provvisoria 75 genomi a epidemie documentate negli archivi. Del lavoro, uscito su PNAS, è stato letto il riassunto.

Le date della seconda pandemia di peste. In arancio la Peste nera, dal 1347 al 1353. In blu l’arco di tempo coperto dai 26 nuovi genomi di Yersinia pestis, 11 completi e 15 a copertura più bassa, da undici siti europei, dal 1349 al 1710. In grigio, per confronto, un intervallo di 100 anni, l’ampiezza che le date al radiocarbonio dei genomi antichi spesso superano. Elaborazione di Scienzaonline su dati del riassunto di Keller M. et al., PNAS 2026, doi 10.1073/pnas.2534899123 (articolo ad accesso aperto, licenza CC BY-NC-ND). Grafico originale della redazione.
Alimentazione e salute mentale: la dieta ricca di grassi danneggia il cervello prima di obesità e diabete
28 Set 2026 Scritto da Alessia Di Gioacchino
Un'alimentazione ad alto contenuto lipidico può alterare il metabolismo cerebrale e la memoria in poche settimane, anticipando la comparsa di patologie metaboliche come l'obesità e il diabete. A rivelarlo è un'indagine coordinata da Eugenio Barone, docente presso il Dipartimento di Scienze Biochimiche Alessandro Rossi-Fanelli della Sapienza Università di Roma, pubblicata sulla rivista scientifica Redox Biology.
Se era già noto che l'obesità costituisca un rilevante fattore di rischio per declino cognitivo, patologie neurodegenerative e diabete, i processi molecolari che ne anticipano le prime manifestazioni non erano ancora stati del tutto chiariti. Il contributo innovativo della ricerca risiede proprio nell'aver individuato una finestra temporale precoce in cui il cervello risulta vulnerabile allo stress metabolico, prima ancora che insorgano la classica insulino-resistenza cerebrale o i disturbi sistemici.
Scoperti nel latte di delfino i microRNA "parenti" di quelli umani e dei mammiferi terrestri
23 Set 2026 Scritto da Stefano Fantini
Una ricerca guidata dall'Università di Padova analizza per la prima volta i piccoli RNA regolatori nel latte del tursiope, rivelando inaspettate somiglianze evolutive con la specie umana e gli animali da allevamento.
Il latte materno non rappresenta soltanto un alimento fondamentale per la crescita, ma è un vero e proprio fluido biologico avanzato ricco di componenti in grado di regolare funzioni cellulari e fisiologiche cruciali. Tra queste spiccano i microRNA (miRNA), piccolissime molecole di RNA che controllano l'espressione dei geni. Sebbene la loro presenza sia stata a lungo approfondita nel latte umano e in quello di vari mammiferi domestici, finora il profilo genetico del latte dei cetacei era rimasto del tutto inesplorato.
Sifilide congenita: in Europa i casi raddoppiano, l’Italia ne conta sette
17 Set 2026 Scritto da Guido Donati
Denti di Hutchinson in un bambino con sifilide ereditaria. Fig. 169, p. 955, da Robert W. Taylor, Malattie degli organi genito-urinarii veneree e sifilitiche. Trattato pratico, prima traduzione italiana a cura di Carlo Calza, riveduta da Giovenale Salsotto, Unione Tipografico-Editrice, Torino 1904. Opera di pubblico dominio; fotografia dell’esemplare nella biblioteca dell’autore, ritagliata, ripulita e virata in seppia chiaro. Nella stessa pagina il trattato prescrive ioduro potassico e mercurio.
Nel 2024 l’ECDC ha registrato 140 casi confermati nell’Unione europea e nello Spazio economico europeo, il numero più alto dal 2009. Ungheria, Bulgaria e Portogallo ne fanno quasi due terzi. Uno studio americano su 16 milioni di nascite mostra che l’obbligo di ripetere il test in gravidanza aumenta le diagnosi per un trimestre, poi l’effetto si perde.
di Guido Donati — 17 settembre 2026
Il virus che uccide tre malati su quattro e non riesce a diffondersi
08 Set 2026 Scritto da guido donati
Il Nipah ha una letalità fra il quaranta e il settantacinque per cento e un numero di riproduzione inferiore a uno. È la ragione per cui fa paura, ed è anche la ragione per cui dopo ventotto anni non ha un vaccino autorizzato.
Nel 1998, negli allevamenti di maiali della Malesia, comparve una malattia nuova. Encefalite, febbre alta, coma. Duecentosessantacinque casi accertati, centocinque morti. Il virus prese il nome dal villaggio di Sungai Nipah.
Il serbatoio naturale sono i pipistrelli della frutta della famiglia Pteropodidae, le volpi volanti. Dai pipistrelli il virus passa all’uomo per contatto diretto, per consumo di alimenti contaminati, o attraverso un ospite intermedio. In Malesia furono i maiali. In Bangladesh è soprattutto la linfa di palma da dattero, raccolta di notte nei recipienti dove i pipistrelli vanno a bere.
Da allora il Nipah torna quasi ogni anno in Bangladesh, e a intervalli in India. Nel 2026 un focolaio si è verificato nel Bengala Occidentale. L’Organizzazione mondiale della sanità lo tiene fra i patogeni prioritari, e così fanno la coalizione internazionale per la preparazione alle epidemie e gli istituti americani della sanità.
La chimica che potenzia l'RNA: due gruppi metile moltiplicano l'efficienza dei ribozimi
07 Set 2026 Scritto da Alessia Di Gioacchino
Aggiungere una manciata di atomi può trasformare radicalmente la risposta di una struttura biologica. Lo conferma un'indagine pubblicata su Nature Communications, esito della cooperazione tra l'Istituto Officina dei Materiali del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Iom) e partner internazionali. La ricerca chiarisce per quale motivo due minime modifiche chimiche riescano ad aumentare fino a quindici volte l'efficacia di un ribozima, un filamento di RNA in grado di fungere da catalizzatore biologico per l'editing e la modificazione delle basi.

Letalità dei casi confermati negli ultraottantenni a Hong Kong. A sinistra il ceppo ancestrale nelle prime quattro ondate, al centro Omicron BA.2 nei non vaccinati della quinta ondata, a destra Omicron BA.2 in chi aveva completato il ciclo primario. Le barre verticali indicano gli intervalli di confidenza al 95 per cento. Elaborazione di Scienzaonline su dati di Emerging Infectious Diseases, vol. 28, n. 9, 2022.
L’idea che i patogeni evolvano sempre verso la mitezza è falsa. La selezione naturale non massimizza la clemenza: massimizza la trasmissione. E le due cose coincidono solo in casi particolari.
C’è una frase che torna in ogni epidemia. Il virus si attenuerà da solo. Uccidere l’ospite non gli conviene. Un parassita troppo aggressivo si estingue insieme alla sua vittima.
È una frase rassicurante. Ha l’aria della saggezza naturale. E come tutte le idee che consolano, va guardata da vicino.
Non è un’invenzione popolare: ha una base teorica seria, formalizzata nei primi anni Ottanta da Roy Anderson e Robert May e sviluppata da Paul Ewald. Si chiama teoria del compromesso. Per trasmettersi, un patogeno deve moltiplicarsi dentro l’ospite. Ma più si moltiplica, più lo danneggia, e un ospite morto o immobilizzato smette di trasmettere. Esiste quindi un livello di virulenza che massimizza il numero totale di contagi generati da un’infezione. Né zero, né il massimo. Un punto intermedio.

