Antropologia
Alpi preistoriche: lo stambecco cacciato 13.000 anni fa era un lignaggio genetico oggi scomparso
07 Apr 2026 Scritto da Francesco Defler
La ricerca, pubblicata su Scientific Reports, è frutto della collaborazione tra Università di Bologna, Università di Modena e Reggio Emilia e MUSE di Trento.
Un nuovo studio multidisciplinare coordinato da ricercatori delle Università di Bologna e di Modena e Reggio Emilia, insieme al MUSE - Museo delle Scienze di Trento, ha ricostruito la storia evolutiva e le abitudini ambientali di una popolazione di stambecco alpino (Capra ibex) vissuta oltre 13.000 anni fa sulle montagne del Trentino.
La ricerca si fonda sui resti ossei recuperati a Riparo Dalmeri, sito archeologico preistorico situato a 1.240 metri di quota sull'Altopiano dei Sette Comuni, nel Trentino meridionale. Si tratta di uno dei siti del Paleolitico finale più significativi d'Europa: per circa mille anni, gruppi di cacciatori-raccoglitori vi tornarono ogni estate per praticare una caccia specializzata allo stambecco. Il sito, esplorato per vent'anni dal team del MUSE sotto la direzione di Giampaolo Dalmeri, ha restituito anche oltre 250 pietre dipinte con ocra rossa, testimonianza straordinaria del comportamento simbolico di quelle comunità.
Antropologia in piazza: al via l'AnthroDay 2026 tra Milano, Torino e Roma
13 Feb 2026 Scritto da Alessia Di Gioacchino
Torna l’atteso appuntamento con il World Anthropology Day, l'iniziativa che porta l'antropologia fuori dalle università per immergerla nel tessuto urbano. L’ottava edizione si presenta con una formula rinnovata: per la prima volta l’evento approda a Roma e il calendario si dilata coprendo tre settimane, dal 19 febbraio al 7 marzo.
Il filo conduttore di quest'anno, “VIAVAI VAIVIA. Mobilità, residenza, confinamenti”, esplora le dinamiche del movimento e della stanzialità, analizzando temi urgenti come il diritto alla casa, le migrazioni, l'ambiente e l'impatto dei grandi eventi sulle città.
Greci di 430.000 anni fa: scoperti i più antichi utensili manuali in legno
27 Gen 2026 Scritto da Francesco Defler
Un team internazionale, guidato dalle Università di Tubinga e Reading insieme alla Senckenberg Nature Research Society, ha portato alla luce in Grecia i più antichi strumenti in legno mai maneggiati dall'uomo. I reperti, rinvenuti nel sito di Marathousa 1 nel Peloponneso centrale, risalgono a ben 430.000 anni fa, spostando all'indietro di almeno 40.000 anni la cronologia di questa tecnologia portatile.
Preistoria cantabrica: un nuovo studio ricalibra l'orologio del periodo Maddaleniano
23 Gen 2026 Scritto da Emma Bariosco
Una ricerca internazionale ha perfezionato la datazione al radiocarbonio dei reperti marini, migliorando drasticamente la precisione con cui possiamo ricostruire le vicende umane sulla costa cantabrica (Spagna) di circa 18.000 anni fa. Si tratta di un passo avanti fondamentale per la comprensione del Maddaleniano, una fase cruciale della preistoria europea.
Il lavoro, coordinato dall'Istituto di Scienza e Tecnologia Ambientale dell'Università Autonoma di Barcellona (ICTA-UAB), ha stabilito nuovi parametri di correzione per analizzare resti organici come le conchiglie rinvenute nei siti archeologici del nord della Penisola Iberica. Lo studio ha visto la collaborazione di esperti delle università di Salamanca e Cantabria, della Società di Scienze Aranzadi e del Max Planck Institute in Germania.
Il Volto Fossile di un Homo erectus Etiopico Ridefinisce le Prime Migrazioni Fuori dall'Africa
17 Dic 2025 Scritto da Emma Bariosco
L'archeologo Sileshi Semaw, ricercatore presso il Centro Nacional de Investigación sobre la Evolución Humana (CENIEH), fa parte di un team internazionale che ha recentemente pubblicato un articolo su Nature Communications. La ricerca presenta la ricostruzione digitale del volto di un individuo di Homo erectus rinvenuto nel sito di Gona, nella regione Afar in Etiopia. Questo reperto fossile offre nuove intuizioni sulla prima specie umana a diffondersi attraverso l'Africa e l'Eurasia.
La ricostruzione virtuale combina una volta cranica fossile, alcuni denti e piccoli frammenti facciali appartenenti a un singolo esemplare, identificato come DAN5. L'insieme di questi elementi rivela un volto ottimamente conservato e sorprendentemente arcaico, la cui datazione è compresa tra 1.5 e 1.6 milioni di anni fa. Questo reperto costituisce il primo cranio completo di un ominide del Pleistocene Inferiore recuperato nel Corno d'Africa.
Un archivio sotterraneo rivela le dinamiche climatiche all’origine dell’agricoltura nella Mezzaluna Fertile
09 Dic 2025 Scritto da Francesco Defler
Uno studio internazionale di grande impatto, guidato dall’Istituto di geoscienze e georisorse (Cnr-Igg) del Consiglio nazionale delle ricerche e dall’Università degli Studi di Milano, offre una prospettiva significativamente nuova sui complessi legami tra clima, ambiente e lo sviluppo delle prime società agricole nel Vicino Oriente.
La ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), ha beneficiato della collaborazione di diverse istituzioni accademiche, tra cui le Università di Udine, Sapienza Università di Roma, INGV, e le università di Melbourne, Taiwan, Poznan (Polonia) e la statunitense William Patterson University of Wayne.
Il Segreto del Respiro: Il Fossile di Altamura Chiarisce l'Adattamento Facciale e Climatico dell'Uomo di Neanderthal
28 Nov 2025 Scritto da Francesco Defler
L'eccezionale stato di conservazione dello scheletro umano di Altamura, risalente a circa 150.000 anni fa, ha permesso di svelare informazioni inedite sulla struttura interna del seno nasale dei Neanderthal.
Un gruppo di ricercatori congiunto italo-spagnolo (comprendente esperti della Sapienza Università di Roma, dell'Università di Perugia, dell'Università di Pisa, dell'IPHES e dell'Università di Tarragona) ha concentrato la sua analisi sulla cavità nasale del Neanderthal di Altamura (Puglia). Questo scheletro si distingue per la sua straordinaria completezza, con le strutture morfologiche del naso mantenute in modo eccezionale. Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista "Proceedings of the National Academy of Sciences USA" (PNAS), ha rivelato particolari inediti sull'anatomia facciale dei Neanderthal e su come si siano adattati alle basse temperature.
Oltre le narrazioni apocalittiche: una nuova visione della sesta estinzione di massa
26 Nov 2025 Scritto da Claudia Gianvenuti
Da decenni gli scienziati avvertono che il pianeta sta vivendo una sesta estinzione di massa, paragonabile a quelle che hanno cancellato i dinosauri o innescato la fine del Permiano. Ma un nuovo studio pubblicato su Proceedings of the Royal Society of London dall'Università dell'Arizona, guidato da Kristen Saban e John Wiens, sfida questa narrativa con dati sorprendenti: i tassi di estinzione di piante e animali hanno raggiunto il picco circa 100 anni fa e da allora sono in declino.
Analizzando 912 specie estinte negli ultimi 500 anni e integrando dati su quasi 2 milioni di specie, i ricercatori hanno rivelato che le cause delle estinzioni passate – principalmente specie invasive sulle isole – differiscono profondamente dalle minacce attuali, dominate dalla perdita di habitat e dai cambiamenti climatici.
CATS - PAST & PRESENT: uno sguardo interdisciplinare sulla storia del gatto
17 Nov 2025 Scritto da Alessia Di Gioacchino
Dal dio egizio Bastet al compagno domestico più diffuso, il gatto ha tessuto la sua presenza nella storia umana, unendo mondi che vanno dalla zoologia alla filosofia, dall’archeologia all’arte. A Roma, dal 19 al 21 novembre 2025, si terrà il congresso internazionale “CATS – PAST & PRESENT: An interdisciplinary perspective”, un evento cruciale che raduna esperti da ben 16 discipline diverse per esplorare la complessa e affascinante relazione tra l’uomo e il felino domestico (Felis catus) e i suoi parenti selvatici.
Organizzato dall'Associazione Italiana di Etnoarcheologia (AIE), con il supporto di importanti istituzioni come il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e l'Università Sapienza, il congresso promette di essere un crocevia di conoscenze, unendo la rigorosa analisi scientifica all’interpretazione umanistica e artistica del ruolo del gatto nella società.
L'algoritmo della disperazione: dalla psichiatria di Stato alla Chatbot Terapia
07 Nov 2025 Scritto da Guido Donati*
Il dramma della salute mentale non è un problema nazionale isolato. È una crisi di civiltà su scala globale, la cui misura più crudele è data da un numero che scuote: oltre un milione di utenti a settimana, a livello mondiale, si rivolge a piattaforme di Intelligenza Artificiale (AI) come ChatGPT per esprimere intenzioni suicide, pensieri autolesionistici o stati di crisi profonda.
Questo non è un progresso tecnologico. È la dimostrazione che milioni di persone in grave difficoltà, da un capo all'altro del pianeta, si sentono così abbandonate dalle loro reti di welfare e supporto da trovare in un algoritmo l'unica "risorsa" accessibile e immediata. La disperazione è stata esternalizzata a un bot, evidenziando il collasso di un modello sociale e sanitario che non regge più.

