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Venerdì, 29 Novembre 2013
Venerdì, 29 Novembre 2013 15:56

Geohazard Supersites

News tips:

please read Geohazard Supersites and Natural Laboratories

Supersites is an initiative of the geohazard scientific community. The Supersites provide access to spaceborne and in-situ geophysical data of selected sites prone to earthquake, volcano or other hazards. The initiative began with the "Frascati declaration" at the conclusion of the 3rd International Geohazards workshop of the Group of Earth Observation (GEO) held in November 2007 in Frascati, Italy. The recommendation of the workshop was “to stimulate an international and intergovernmental effort to monitor and study selected reference sites by establishing open access to relevant datasets according to GEO principles to foster the collaboration between all various partners and end-users”. This recommendation is formalized as GEO task DI-09-010............

http://supersites.earthobservations.org/

Pubblicato in Scienceonline

News tips:

please read this interesting article by 30 October 2013 on Nature

Capturing the fingerprint of Etna volcano activity in gravity and satellite radar data

Ciro Del Negro, Gilda Currenti, Giuseppe Solaro, Filippo Greco, Antonio Pepe, Rosalba Napoli, Susi Pepe, Francesco Casu & Eugenio Sansosti

Long-term and high temporal resolution gravity and deformation data move us toward a better understanding of the behavior of Mt Etna during the June 1995 – December 2011 period in which the volcano exhibited magma charging phases, flank eruptions and summit crater activity. Monthly repeated gravity measurements were coupled with deformation time series using the Differential Synthetic Aperture Radar Interferometry (DInSAR) technique on two sequences of interferograms from ERS/ENVISAT and COSMO-SkyMed satellites. Combining spatiotemporal gravity and DInSAR observations provides the signature of three underlying processes at Etna: (i) magma accumulation in intermediate storage zones, (ii) magmatic intrusions at shallow depth in the South Rift area, and (iii) the seaward sliding of the volcano's eastern flank. Here we demonstrate the strength of the complementary gravity and DInSAR analysis in discerning among different processes and, thus, in detecting deep magma uprising in months to years before the onset of a new Etna eruption....

http://www.nature.com/srep/2013/131030/srep03089/full/srep03089.html




Pubblicato in Scienceonline

Utilizzati per la prima volta dati satellitari e misure al suolo allo scopo di evidenziare le possibili risalite di magma che ‘annunciano’ l'attività eruttiva all’Etna. Lo studio è stato pubblicato su Scientific Reports di Nature

L’utilizzo congiunto di dati satellitari e misure al suolo aiuta ad evidenziare le possibili risalite di magma precedenti la ripresa dell'attività eruttiva all’Etna. E’ quanto riporta uno studio nato dalla fruttuosa collaborazione tra il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e l’Agenzia spaziale italiana (Asi) che è stato recentemente pubblicato sulla rivista Scientific Reports di Nature.
Capire la struttura interna di un vulcano e il suo funzionamento è uno degli obiettivi principali degli studi vulcanologici.

Pubblicato in Ambiente

Far ascoltare musica al proprio bambino quando è ancora nel pancione aiuta lo sviluppo del suo udito. A dimostrarlo è uno studio pubblicato su PLoS One da un gruppo di ricercatori dell'Università di Helsinki (Finlandia), secondo cui i piccoli riescono a riconoscere le melodie ascoltate nel ventre materno almeno fino a 4 mesi dopo la nascita.

Lo studio che ha permesso queste scoperte ha previsto di dividere le donne incinte che vi hanno partecipato in due gruppi. Al primo è stato chiesto di far ascoltare al bimbo nel pancione, durante tutto l'ultimo trimestre di gravidanza, una celebre ninnananna (Twinkle twinkle little star) per 5 volte alla settimana. Alle altre donne è stato invece chiesto di non far ascoltare al bambino musica durante lo stesso periodo.

Dopo la nascita e quando i bambini hanno compiuto 4 mesi d'età i ricercatori hanno misurato la loro attività cerebrale mentre ascoltavano la ninnananna o una sua versione leggermente modificata.

 

Pubblicato in Medicina

 

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