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Mercoledì, 25 Agosto 2021 08:49

Viruses leave traces for long after infection

 

Viruses do not always kill the cells they infect. Researchers at the University of Basel have discovered in experiments with mice that cells have the power to self-heal and eliminate viruses. However, these cells undergo long-term changes. The findings may provide a hint as to why cured hepatitis C patients are more susceptible to liver cancer for years after.

Viruses need the infrastructure of the body’s cells in order to multiply. With many types of viruses, this ultimately means death for the affected cell if its membrane dissolves and the newly created viruses swarm out to attack new cells. But some viruses do not kill the cells they infect – presumably with the aim of maintaining the infection for as long as possible. These include hepatitis B and C viruses, which cause chronic infections in humans.

Pubblicato in Scienceonline

 

Un consorzio internazionale di ricercatori, coordinati dal National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID), dalla Rockefeller University (New York) e dalla Università di Parigi, ha descritto il ruolo essenziale degli interferoni nella corretta risposta immunitaria alla malattia: soggetti che presentano anticorpi che neutralizzano tali molecole (autoanticorpi) o difetti genetici che ne condizionano l’espressione tendono a sviluppare forme particolarmente gravi di malattia. I risultati contribuiscono anche a spiegare la ragione per cui i soggetti di età più avanzata sono più suscettibili alle forme più severe di COVID-19.

I risultati dello studio, pubblicati su due lavori apparsi oggi sulla prestigiosa rivista Science Immunology, potranno avere importanti ricadute anche nella gestione clinica della malattia.

Pubblicato in Medicina

Cells translate their genetic material at rapid rates with exquisite precision to reproduce, repair damage or even combat disease. But the process can deregulate and give rise to disease. Byproducts of errant processes can build up like gunk in the gears, especially around neurons, breaking down the repair mechanisms and causing further damage and even neurodegenerative disorders such as Alzheimer’s disease.

Now, an international research team may have found that a protein implicated in tumor growth may be able to help regulate awry cellular translation and protect against neuronal decay. They published their results on July 13 in the Cell Reports.

“Researchers have begun to understand that age-related neurodegenerative diseases may be caused by slow but steady accumulation of toxic peptide products, which leads to death of neurons, such as beta-amyloid plaques causing Alzheimer’s disease,” said lead paper author Katsura Asano, professor in Hiroshima University’s Graduate School of Integrated Sciences for Life and also in Division of Biology, Kansas State University. “Repeat-associated non-AUG (RAN) translation is one of the mechanisms that generates such toxic products.”

Pubblicato in Scienceonline

 

In our increasingly industrialized world, what we produce “out there” has a direct impact on what happens in here, inside our bodies. A new study by Hebrew University of Jerusalem (HU) reveals the link between rates of metal production and toxic lead exposure in humans. The research team closely examined human remains from a burial ground in central Italy that was in consecutive use for 12,000 years.

They found that as worldwide lead production began and increased, so, too, did the rates of lead absorption found in people who lived during those time periods—even those not remotely involved in lead production—simply by breathing the air around them. This observation of the toxic effects of metal pollution has wide-reaching implications for public health given the forecasted increase in production of lead and other metals to keep up with manufacturing demands for electronic devices, batteries, solar panels and wind turbines, among others.

Pubblicato in Scienceonline

Un prezioso tesoro esposto nella Sala Paladino
16/07 - 30/09/2021
Museo dell'Ara Pacis, Sala Paladino

 

Un raro cippo pomeriale di travertino, ritrovato ancora infisso nel terreno, testimonianza della storia e soprattutto dello sviluppo dell’Urbe e del suo ampliamento esposto dal 16 luglio 2021 nella Sala Paladino del Museo dell’Ara Pacis.

È questo il tesoro archeologico riportato alla luce nel corso degli scavi per la realizzazione del progetto di riqualificazione di piazza Augusto Imperatore (vincitore del Concorso internazionale del 2006 e presentato dal gruppo coordinato dall’architetto Francesco Cellini). Il cippo, grazie all'iscrizione, può essere ricondotto con assoluta certezza all’imperatore Claudio e, dunque, all’ampliamento del pomerio da questi effettuato nel 49 d.C., stabilendo il nuovo “limite” - sacro, civile e militare - della città.

Pubblicato in Arte

Sono 62 i nidi monitorati dal WWF fra Sicilia, Basilicata, Puglia e Calabria, di questi 12 in emersione.

Il network tartarughe del WWF che sensibilizza i turisti e insieme ai volontari risponde in tempo reale e agisce per mettere in sicurezza la specie.

La prima schiusa in Sicilia è iniziata lo scorso 6 agosto ad Avola, in provincia di Siracusa, sotto lo sguardo dei volontari e degli esperti WWF. In questo momento sono ben 8 i nidi in schiusa nella stessa provincia e si contano oltre 400 piccole tartarughine che hanno già conquistato il mare per iniziare la loro vita. L’ultimo nido si è schiuso ieri sera a Sampieri, in provincia di Ragusa e sono già oltre 30 le neonate emerse.

Fra Sicilia, Basilicata, Puglia e Calabria sono in totale 62 i nidi di Caretta caretta gestiti e monitorati dal WWF. Solo in Sicilia se ne contano 34 fra le province di Ragusa e Siracusa (di questi 8 in schiusa e 2 già schiusi). Evento straordinario di quest’anno si è verificato nella spiaggia di Gallina ad Avola: in un lembo di sabbia lungo appena 600 metri i volontari, guidati della biologa e operatrice del progetto Life Euroturtles Oleana Olga Prato, hanno trovato ben 6 nidi. Dalla notte del 14 agosto, sono ben 7 le schiuse avvenute contemporaneamente nella provincia di Siracusa.

Pubblicato in Ambiente

 

Lack of autoimmune regulator (AIRE) protein in the thymus can cause damage in reproductive organs and negatively impact male fertility, an experimental study suggests in The American Journal of Pathology

Investigators have found that the absence of autoimmune regulator (Aire) in mice results in fertility problems similar to those affecting men with autoimmune polyendocrine syndrome type I (APS-1). Aire-dependent central tolerance plays a critical role in maintaining male fertility by preventing autoimmune attack against multiple reproductive targets, they report in The American Journal of Pathology.

“Male factors account for a large portion of infertility in couples, and the mechanisms underlying male infertility are poorly understood,” explained lead investigator Margaret G. Petroff, PhD, a professor in the Department of Pathobiology and Diagnostic Investigation, College of Veterinary Medicine, Michigan State University, East Lansing, MI, USA. “This study is important because it represents a previously underexplored mechanism by which fertility can be impacted through autoimmune disease.”

Pubblicato in Scienceonline



Gli enzimi polifenol-ossidasi (PPO), presenti in quasi tutte le specie vegetali, sono responsabili dell’imbrunimento enzimatico di molti prodotti alimentari. Per il frumento, l’imbrunimento delle farine è giudicato negativamente dai consumatori. Attualmente, infatti, sebbene la colorazione scura delle paste, dei pani e dei prodotti da forno sia accettata dai consumatori in quando derivati dall’utilizzo di sfarinati integrali e ricchi di fibre, per i prodotti raffinati, la colorazione scura è indicativa di un prodotto di scarsa qualità.

Utilizzando oltre 200 frumenti rappresentativi di specie selvatiche, di specie addomesticate (come il farro, il frumento turanico, polonico, turgido ed il frumento cartlico, detto anche persiano), di ecotipi locali e di varietà di frumento duro coltivate in Italia nell’ultimo secolo, i ricercatori dell'Istituto di bioscienze e biorisorse (Ibbr) del Consiglio Nazionale delle Ricerche, e del CREA, Centro di ricerca Cerealicoltura e Colture Industriali, hanno compreso che le PPO hanno avuto un ruolo nel processo evolutivo del frumento.

Pubblicato in Chimica

 

Occorrono adeguate misure di tutela dell’ambiente e della salute umana rispetto ai rischi legati all’uso dei farmaci in acquacoltura. È questa la direzione indicata all’Unione europea dal Gruppo di lavoro per la valutazione del rischio ambientale del Comitato per i medicinali per uso veterinario, organismo dell’Ema, l’Agenzia europea per i medicinali. Per rispondere al crescente fabbisogno alimentare, la produzione di pesce d’allevamento è aumentata nel corso del tempo tanto da far ipotizzare che entro quest’anno supererà la produzione di pesce da cattura, rimasta invece costante. Nello Spazio economico europeo il rapporto è di uno a tre a favore del pescato e in questo contesto l’11,4% del pesce (soprattutto trote, spigole e orate) e dei crostacei è prodotto in impianto ubicati in Italia. In Europa, dunque, i numeri sono ancora contenuti, ma destinati a crescere. E, di conseguenza, è prevedibile un aumento dell’uso dei farmaci veterinari.

Pubblicato in Medicina

 

I ricercatori del Dipartimento di Biologia di “Tor Vergata” hanno lavorato alla creazione di sostituti muscolari artificiali per la ricostruzione di un muscolo, grazie all’applicazione di una nuova tecnologia di stampa 3D. Lo studio internazionale “Biofabricating murine and human myo-substitutes for rapid volumetric muscle loss restoration” è stato pubblicato dalla rivista internazionale EMBO Molecular Medicine. Con questa innovativa tecnologia sviluppata ad hoc è stato possibile forzare cellule staminali per formare fibre muscolari ordinate e parallele, replicare l’organizzazione tissutale del muscolo, ottenendo così un sostituto biologico pronto per essere impiantato, e rimpiazzare un muscolo mancante o danneggiato.

Un notevole passo avanti nel campo dell’ingegneria tissutale secondo i ricercatori. Il loro studio potrebbe avere una ricaduta nel trattamento di un'ampia gamma di sindromi e patologie che provocano degenerazione muscolare.  Il Dipartimento di Biologia dell’Università Roma “Tor Vergata” ha collaborato a una ricerca internazionale che si sta occupando di come ricostruire attraverso la stampa 3D una vasta area di tessuto muscolare e come ripristinarne la funzionalità. Lo studio “Biofabricating murine and human myosubstitutes for rapid volumetric muscle loss restoration” è stato appena pubblicato dalla rivista internazionale EMBO Molecular Medicine.

Pubblicato in Medicina

Medicina

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