Preistoria cantabrica: un nuovo studio ricalibra l'orologio del periodo Maddaleniano

Una ricerca internazionale ha perfezionato la datazione al radiocarbonio dei reperti marini, migliorando drasticamente la precisione con cui possiamo ricostruire le vicende umane sulla costa cantabrica (Spagna) di circa 18.000 anni fa. Si tratta di un passo avanti fondamentale per la comprensione del Maddaleniano, una fase cruciale della preistoria europea.
Il lavoro, coordinato dall'Istituto di Scienza e Tecnologia Ambientale dell'Università Autonoma di Barcellona (ICTA-UAB), ha stabilito nuovi parametri di correzione per analizzare resti organici come le conchiglie rinvenute nei siti archeologici del nord della Penisola Iberica. Lo studio ha visto la collaborazione di esperti delle università di Salamanca e Cantabria, della Società di Scienze Aranzadi e del Max Planck Institute in Germania.
Il "custode" dell'embrione: scoperto il ruolo degli RNA ultraconservati nello sviluppo precoce

Una ricerca internazionale guidata dal Cnr-Igb di Napoli rivela come molecole di RNA rimaste identiche per milioni di anni dirigano la formazione della struttura corporea nei mammiferi.
Nel complesso "libretto di istruzioni" della vita, non tutto serve a costruire proteine. Esiste una vasta area della biologia molecolare, un tempo considerata secondaria, abitata dagli RNA non codificanti. Tra questi, spiccano gli RNA ultraconservati (ucRNAs), sequenze genetiche così vitali da essere rimaste immutate nel corso dell'evoluzione: sono identiche nell'uomo, nel topo e nel ratto.
Uno studio d’avanguardia, pubblicato sulla prestigiosa rivista EMBO Journal, ha finalmente fatto luce sul compito di una di queste molecole, denominata T-UCstem1, dimostrando il suo ruolo cruciale nelle prime, delicatissime fasi della vita embrionale.
Oltre l'istinto: il paradosso di Monty Hall inganna anche i pesci

Uno studio dell’Università di Padova rivela che le fallacie cognitive, finora attribuite ai primati, influenzano le scelte decisionali anche degli organismi acquatici.
Prendere la decisione giusta in situazioni di incertezza non è semplice, nemmeno per noi umani. Spesso cadiamo in veri e propri "tranelli mentali", noti come fallacie cognitive, che ci spingono a valutare in modo errato le probabilità di successo. Uno dei casi più celebri è il paradosso di Monty Hall, ispirato a un quiz televisivo: davanti a tre porte (una con un premio e due vuote), dopo che il conduttore ne apre una perdente, la statistica suggerisce che cambiare la propria scelta iniziale raddoppi le possibilità di vittoria. Eppure, la maggior parte delle persone decide di restare sulla posizione di partenza, commettendo un errore logico.
Malattie neurodegenerative: la terapia genica apre la strada a nuove cure

Uno studio dell’Università di Padova rivela come il ripristino di una proteina chiave possa contrastare la demenza frontotemporale e la CLN11.
Una nuova frontiera si apre per il trattamento di gravi patologie del sistema nervoso oggi prive di cure. Una ricerca guidata dall'Università di Padova ha dimostrato l'efficacia della terapia genica basata su cellule staminali ematopoietiche autologhe (HSC-GT) per contrastare la carenza di progranulina (PGRN), una proteina vitale per la sopravvivenza dei neuroni.
L'impronta digitale degli astrociti: una nuova frontiera per la diagnosi precoce delle malattie cerebrali

Un innovativo sistema di imaging proteico permette di distinguere le cellule cerebrali sane da quelle malate, aprendo la strada a una medicina predittiva per patologie come l'Alzheimer e il glioma.
Una scoperta italo-statunitense
Un team internazionale guidato dal Cnr-Isof (Istituto per la sintesi organica e la fotoreattività di Bologna) e dalla Boston University ha identificato una vera e propria "firma proteica" degli astrociti. Queste cellule, caratterizzate dalla tipica forma a stella, sono i custodi della salute del nostro cervello: regolano l'equilibrio di acqua, ioni e biomolecole essenziali per il corretto funzionamento dei neuroni.
La ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista Advanced Science, è il frutto della collaborazione tra il gruppo della Prof.ssa Michelle Y. Sander (USA) e quello della Dott.ssa Valentina Benfenati (Italia).
Il respiro intermittente dei fiumi: l'80% dei corsi d’acqua mondiali non scorre tutto l'anno

Uno studio dell’Università di Padova rivela che la quasi totalità della rete idrografica terrestre vive fasi di secca periodica: i fiumi perenni sono l'eccezione, non la regola.
I fiumi non sono vene statiche che attraversano i continenti, ma organismi pulsanti che si espandono e si ritraggono seguendo i ritmi del clima. Questa variabilità porta moltissimi tratti fluviali a interrompere il proprio corso, anche solo per brevi intervalli. Secondo una ricerca pubblicata su Nature Water dal team dell'Università di Padova, i fiumi "non-perenni" rappresentano la forma fluviale dominante sul nostro pianeta.
I geni del virus dell'herpes scritti nel nostro DNA: una storia lunga millenni

Per la prima volta, un team di scienziati è riuscito a ricostruire gli antichi genomi dei betaherpesvirus umani 6A e 6B (HHV-6A/B) partendo da resti archeologici risalenti a oltre duemila anni fa. Lo studio, guidato dalle Università di Vienna e Tartu (Estonia) e pubblicato su Science Advances, conferma che questi virus si sono evoluti insieme alla nostra specie almeno dall'Età del Ferro. I risultati tracciano il lungo percorso di integrazione dell'HHV-6 nei cromosomi umani, suggerendo che la variante 6A abbia perso questa capacità nelle prime fasi della sua storia.
L'HHV-6B colpisce circa il 90% dei bambini entro i due anni ed è noto soprattutto come causa della sesta malattia (o roseola infantum), la principale responsabile delle convulsioni febbrili nell'infanzia. Insieme al parente stretto HHV-6A, fa parte di un gruppo di herpesvirus diffusi che solitamente stabiliscono infezioni latenti per tutta la vita. La loro caratteristica eccezionale è la capacità di integrarsi nei cromosomi umani: una peculiarità che permette al virus di restare silente e, in rari casi, di essere ereditato come parte del patrimonio genetico dell'ospite. Oggi, circa l'1% della popolazione mondiale possiede queste copie virali ereditarie. Sebbene studi precedenti ipotizzassero l'antichità di tali integrazioni, questa ricerca fornisce la prima prova genomica diretta.
Il ritorno del pesce azzurro: perché i britannici sono pronti a dire addio al salmone

Milioni di britannici potrebbero essere pronti a sostituire il pesce d'importazione con i grandi classici dei nostri mari, come sarde, sardine e acciughe. Lo rivela un nuovo studio dell’Università dell’East Anglia (UEA), secondo cui oltre il 40% dei consumatori è desideroso di sperimentare specie mai provate prima.
Il rapporto evidenzia come il Regno Unito stia ignorando una preziosa opportunità per migliorare la salute pubblica e sostenere le economie locali, non valorizzando le abbondanti riserve nazionali di pesce azzurro, piccolo ma ricchissimo di nutrienti.
La ricerca, coordinata dal Centro per la Ricerca Sociale ed Economica sull'Ambiente Globale (CSERGE) della UEA, suggerisce che questo sia il momento perfetto per riscoprire il patrimonio ittico locale.
Arresto cardiaco in ospedale: l’adrenalina riattiva il cuore in meno di un minuto

Quando il cuore di un paziente si ferma tra le mura ospedaliere, ogni secondo è decisivo. Il protocollo standard prevede l'inizio immediato del massaggio cardiaco, della ventilazione e l'uso del defibrillatore. Tuttavia, quando queste manovre non bastano, entra in gioco l'adrenalina.
Nonostante l'uso di questo farmaco sia una pratica consolidata da oltre cinquant'anni (celebre il suo impiego negli shock anafilattici), la sua reale efficacia nel contesto specifico dell'arresto cardiaco intra-ospedaliero non era mai stata documentata in modo così preciso fino ad oggi.
Fotosintesi "invisibile": scoperta la microalga che cresce sfruttando la luce a bassa energia

Uno studio dell’Università di Padova rivela come la Nannochloropsis gaditana riesca a superare i limiti teorici della fotosintesi, aprendo nuove frontiere per le biotecnologie.
Per decenni la scienza ha considerato la luce visibile (tra i 400 e i 700 nm) come l'unico carburante possibile per la fotosintesi ossigenica. Questa radiazione, nota come PAR (Photosynthetic Active Radiation), è sempre stata ritenuta la soglia energetica minima per permettere agli organismi di convertire CO2 in materia organica rilasciando ossigeno.
Tuttavia, una ricerca d'avanguardia pubblicata sulla rivista New Phytologist ha scardinato questa certezza. Lo studio, condotto dal gruppo di ricerca dei professori Tomas Morosinotto e Nicoletta La Rocca presso il Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova, ha dimostrato che la microalga marina Nannochloropsis gaditana è in grado di prosperare utilizzando esclusivamente la luce far-red (730 nm), una radiazione oltre lo spettro visibile e a bassissima energia.
Medicina
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Paleontologia
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