Paleontologia
Il gigante del Pleistocene ha un volto: risolto dopo due secoli l'enigma del bradipo brasiliano
28 Mag 2026 Scritto da Carlo Rossini
Per quasi duecento anni la sua identità è rimasta avvolta nel mistero, basata solo su una manciata di indizi. Oggi, grazie a una ricerca internazionale a cui partecipa l'Università Statale di Milano, la paleontologia è finalmente riuscita a dare un volto e una storia all'Ocnotherium giganteum, un colossale bradipo terrestre che popolava il Sudamerica durante il Pleistocene.
Lo studio, pubblicato sullo Zoological Journal of the Linnean Society, rappresenta la ricostruzione più completa mai realizzata di questo gigante preistorico, risolvendo un giallo scientifico iniziato a metà dell'Ottocento.
Dalle grotte del Brasile alla svolta scientifica
Il mistero ebbe inizio intorno al 1850, quando nelle grotte del Minas Gerais, in Brasile, vennero ritrovati pochissimi denti isolati. Troppo poco per un'attribuzione certa: gli esperti ipotizzarono che appartenessero a un antico bradipo, ma senza prove solide l'animale rimase un fantasma della preistoria.
La svolta è arrivata grazie alle recenti spedizioni del paleontologo Càstor Cartelle (della Pontifícia Universidade Católica di Minas Gerais), che nelle stesse grotte ha recuperato nuovi straordinari fossili, tra cui scheletri parziali e un cranio quasi integro.
Denti, chimica e mappe digitali: la Sapienza rivoluziona lo studio sulle migrazioni nell'antichità
29 Mag 2026 Scritto da Emma Bariosco
Come si spostavano gli uomini, le donne e i bambini migliaia di anni fa? Quali rotte seguivano per commerciare, cercare risorse o sfuggire ai cambiamenti climatici? A queste domande risponde un innovativo studio coordinato dalla Sapienza Università di Roma, pubblicato sul Journal of Archaeological Science. La ricerca ha sviluppato un metodo d'avanguardia che unisce le analisi biologiche alla cartografia digitale per ricostruire, con una precisione mai vista prima, la mobilità delle comunità del passato.
La "firma geologica" custodita nei denti
Fino ad oggi, lo strumento principale degli archeologi per tracciare i movimenti antichi è stata l'analisi degli isotopi dello stronzio. Questo elemento chimico è presente nelle rocce e varia da regione a regione a seconda della geologia locale, creando una vera e propria "impronta digitale" del territorio. Attraverso l'acqua e il cibo, lo stronzio viene assorbito dall'organismo e si fissa definitivamente nei denti e nella rocca petrosa (una parte interna del cranio) durante l'infanzia.
Le conchiglie e la guerra. La storia delle collezioni malacologiche del Museo Civico di Zoologia
07 Mag 2026 Scritto da Guido Donati*
C'era una volta a Roma un uomo che raccoglieva conchiglie e insegnava ai ragazzi a guardare il mondo con cura.
Si chiamava Carlo Piersanti. Era preside del Liceo Visconti, una delle scuole più antiche della capitale, e nei suoi cassetti custodiva una collezione di dimensioni straordinarie. Poi venne la guerra. Un bombardamento distrusse la sua casa. Morì la figlia. Di quella raccolta immensa sopravvissero solo cinquantamila esemplari, salvati dalla distruzione. Sono quelli che oggi il Museo Civico di Zoologia di Roma conserva.
Memorie di cenere: come i resti cremati di Teramo riscrivono la storia biologica dei Romani
24 Apr 2026 Scritto da Emma Bariosco
Quello che per secoli è stato considerato un insieme di frammenti muti e indecifrabili si è trasformato in una preziosa banca dati su vita, riti e biologia del passato. Lo rivela una ricerca d'avanguardia sulla necropoli di La Cona (Teramo), i cui risultati, pubblicati sulla prestigiosa rivista PLoS One, aprono nuove finestre sulla società romano-imperiale tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C.
Dalla macro alla micro: la biologia oltre il fuoco
L’indagine, coordinata dall'Università di Padova in stretta sinergia con la Sapienza di Roma, l’Università di Bologna e partner internazionali, ha dimostrato che il fuoco non cancella la storia dell'individuo. Integrando l'analisi visiva macroscopica con lo studio istologico, ovvero l'esame dei tessuti a livello microscopico, i ricercatori sono riusciti a leggere tra le pieghe dell'osso combusto con un dettaglio senza precedenti.
Alpi preistoriche: lo stambecco cacciato 13.000 anni fa era un lignaggio genetico oggi scomparso
07 Apr 2026 Scritto da Francesco Defler
La ricerca, pubblicata su Scientific Reports, è frutto della collaborazione tra Università di Bologna, Università di Modena e Reggio Emilia e MUSE di Trento.
Un nuovo studio multidisciplinare coordinato da ricercatori delle Università di Bologna e di Modena e Reggio Emilia, insieme al MUSE - Museo delle Scienze di Trento, ha ricostruito la storia evolutiva e le abitudini ambientali di una popolazione di stambecco alpino (Capra ibex) vissuta oltre 13.000 anni fa sulle montagne del Trentino.
La ricerca si fonda sui resti ossei recuperati a Riparo Dalmeri, sito archeologico preistorico situato a 1.240 metri di quota sull'Altopiano dei Sette Comuni, nel Trentino meridionale. Si tratta di uno dei siti del Paleolitico finale più significativi d'Europa: per circa mille anni, gruppi di cacciatori-raccoglitori vi tornarono ogni estate per praticare una caccia specializzata allo stambecco. Il sito, esplorato per vent'anni dal team del MUSE sotto la direzione di Giampaolo Dalmeri, ha restituito anche oltre 250 pietre dipinte con ocra rossa, testimonianza straordinaria del comportamento simbolico di quelle comunità.
Il cane nasce dal lupo 15.800 anni fa: lo rivela il DNA antico
06 Apr 2026 Scritto da Stefano Fantini
Uno studio su Nature, con la partecipazione della Sapienza, ha portato alla luce le prove genetiche più antiche della domesticazione del cane, risalenti all'ultima era glaciale.
Un gruppo internazionale di scienziati, in cui figura anche l'Università La Sapienza, ha pubblicato su Nature una ricerca che riscrive la storia della domesticazione del cane. Grazie all'analisi del DNA estratto da reperti ossei, il team ha individuato tracce genetiche di cani in siti archeologici britannici e turchi databili tra 16.000 e 14.000 anni fa, nel Tardo Paleolitico superiore.
Era già noto che il cane discende dal lupo grigio e che la domesticazione fosse avvenuta durante l'ultima glaciazione.
Sulle tracce dei fabbri della preistoria: scoperto in Senegal un antico santuario del ferro
31 Mar 2026 Scritto da Emma Bariosco
Un team dell’Università di Ginevra ha riportato alla luce un sito metallurgico eccezionale nell'est del Senegal. Attivo per ben otto secoli, l'atelier rivela tecniche di produzione inedite e una stabilità culturale senza precedenti per il primo millennio a.C.
Nonostante decenni di ricerche, l'origine della metallurgia del ferro nell'Africa subsahariana resta un enigma affascinante. Questa rivoluzione tecnologica, che ha permesso la creazione di strumenti agricoli avanzati, è apparsa sul continente almeno 3.000 anni fa. Tuttavia, una domanda divide ancora gli esperti: la tecnica è stata importata dal Medio Oriente o è stata un'invenzione indipendente degli africani?
I denti come specchio dell'antica Sumer: dieta, infanzia e società ad Abu Tbeirah
13 Mar 2026 Scritto da Alessia Di Gioacchino
Un'indagine internazionale coordinata dall'Università La Sapienza di Roma, pubblicata sulla rivista PNAS, ha gettato nuova luce sulle abitudini alimentari e sulla vita quotidiana in una città della Mesopotamia meridionale del III millennio a.C. Lo studio fornisce, per la prima volta, prove dirette persino sulla nutrizione prenatale e sui primi anni di vita, offrendo una prospettiva inedita sulle comunità urbane arcaiche.
Quali erano i cibi che sostentavano gli abitanti di una delle culle della civiltà? E come venivano alimentati i bambini durante le fasi di espansione dei primi centri urbani? A queste domande risponde una ricerca condotta da un team di esperti afferenti ai dipartimenti di Biologia Ambientale, Scienze della Terra e all'Istituto Italiano di Studi Orientali della Sapienza, in collaborazione con il Museo delle Civiltà di Roma, l'Università di Melbourne e il Géosciences Environnement Toulouse. Il progetto, finanziato dai Grandi Scavi Sapienza, si è concentrato su Abu Tbeirah, una città di medie dimensioni situata nell'odierna regione irachena di Nasiriyah, nel III millennio a.C.
Il piccolo scavatore che ha cambiato la storia: Il mistero di Alnashetri
02 Mar 2026 Scritto da Emma Bariosco
Immaginate un dinosauro non più grande di un tacchino, agile, con zampe fatte per correre e, soprattutto, braccia corte armate di un unico, formidabile artiglio. Questi sono gli Alvarezsauroidi, creature enigmatiche che per decenni hanno fatto impazzire i paleontologi. Si pensava fossero i "mirmecofagi" del Cretaceo: dinosauri che avevano scambiato la ferocia dei loro cugini T-Rex con la specializzazione necessaria per sventrare formicai e termitai.
Fino ad oggi, la teoria dominante era semplice: questi dinosauri erano partiti "grandi" e, col passare dei milioni di anni, si erano rimpiccioliti per adattarsi alla loro dieta a base di insetti. Un processo di miniaturizzazione che sembrava una linea retta verso il successo evolutivo.
L'eredità dei Nuragici: nel sangue dei sardi lo scudo genetico che sconfigge la malaria
22 Feb 2026 Scritto da Francesco Defler
Una millenaria guerra biologica ha lasciato una traccia indelebile nel DNA della Sardegna. Un team di scienziati del Cnr-Irgb e dell’Università di Sassari ha scoperto una variante genetica che funge da vera e propria "barriera" contro il parassita della malaria, aprendo prospettive inedite per la creazione di nuovi farmaci.
La scoperta: il gene CCND3 sotto la lente
Analizzando il profilo genetico di 7.000 volontari dell'Ogliastra (progetto SardiNIA), i ricercatori hanno individuato un mutamento specifico che influenza il gene CCND3, responsabile della produzione dei globuli rossi.

