Le emissioni di CO2 sono il campanello di allarme delle eruzioni esplosive dei vulcani

L’Università di Pisa partner dello studio pubblicato su Science Advances
L’aumento della CO2 nelle emissioni può far prevedere un’eruzione violenta di un vulcano con un anticipo sino a tre mesi. E’ questo quanto emerge da una ricerca pubblicata su Science Advances alla quale ha partecipato l’Università di Pisa all’interno di un consorzio tutto italiano che comprende le università di Palermo, Firenze e Torino e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (sezioni di Napoli e Bologna).
In particolare, lo studio ha analizzato la composizione e i flussi dei gas vulcanici a Stromboli grazie ad un sistema di monitoraggio finanziato dal Dipartimento della Protezione Civile Nazionale (DPC). I risultati hanno dimostrano come il gas vulcanico, in particolare l’aumento della CO2, giochi un ruolo chiave nelle dinamiche esplosive, e che i periodi preparatori delle esplosioni sono caratterizzati da emissioni anomale di CO2, rilasciate dal magma ancora immagazzinato in profondità.
Come capire il livello di infezione da Sars-CoV-2

Uno studio condotto dal Cnr-Ibiom di Bari insieme all’Università di Bari e all’Università Statale di Milano, con il supporto della piattaforma bioinformatica e genomica di Elixir Italia, ha sviluppato una metodologia che consente di verificare il grado di infettività di una persona affetta da Covid-19, discriminando tra il genoma a RNA del virus e le molecole derivanti dalla sua trascrizione. Il lavoro è pubblicato su Nature Communications Biology
Un team dell’Istituto di biomembrane, bioenergetica e biotecnologie molecolari del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibiom) di Bari, dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, dell’Università Statale di Milano, dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Puglia e Basilicata e del Laboratorio Covid dell’Ospedale “Di Venere” di Bari, con il supporto della piattaforma genomica e bioinformatica messa a disposizione dal nodo italiano dell’Infrastruttura di ricerca europea Elixir per le scienze della vita, ha effettuato uno studio su 166 soggetti affetti da Covid-19 con differente grado di carica virale nel quale è stata messa a punto una metodologia per determinare il numero assoluto di molecole di RNA virale contenute nei tamponi molecolari utilizzati per individuare la positività al virus. La ricerca pubblicata su Nature Communications Biology permette di individuare il grado di infettività di persona affetta da Covid-19.

Il primo sorvolo di Mercurio della missione BepiColombo

Il 2 ottobre all’1.35 ora italiana la sonda spaziale passerà a 200 km dalla superficie del pianeta. A bordo un esperimento, il Mercury Orbiter Radioscience Experiment (MORE), sviluppato dal team guidato da Luciano Iess della Sapienza, che permetterà di determinare la gravità e l’orbita del corpo celeste più vicino al sole
La sonda spaziale BepiColombo, lanciata il 20 ottobre 2018 dal Centro spaziale di Kourou nella Guyana francese, è in viaggio verso Mercurio, la sua destinazione finale. Il primo dei sei sorvoli del pianeta più vicino al Sole avverrà il 2 ottobre 2021 all’1.35 ora italiana (23.15 del primo ottobre, ora di Greenwich), quando la sonda passerà a 200 km dalla superficie.
L’alfa-sinucleina stimola le cellule staminali neurali

Un’équipe di ricercatori del Cnr-Ibbc ha identificato il ruolo anti-invecchiamento neurale e di mantenimento della produzione di neuroni svolto in vivo da questa molecola. I risultati sono pubblicati su Frontiers in Cell and Developmental Biology.
Il cervello dei mammiferi continua a generare neuroni per tutta la vita, a partire da cellule staminali neurali, in due zone specifiche dette nicchie neurogeniche: il giro dentato dell’ippocampo e la zona subventricolare. Un team dell’Istituto di biochimica e biologia cellulare del Consiglio nazionale delle ricerche (CnrIbbc), guidato da Felice Tirone e Laura Micheli in collaborazione con Giorgio D’Andrea e Manuela Ceccarelli, si è chiesto se vi fossero dei geni particolarmente coinvolti nel mantenimento della produzione di neuroni nell’anziano. A questo scopo i ricercatori hanno utilizzato un modello di invecchiamento in vivo, con ridotta produzione di cellule staminali e neuroni del giro dentato dell’ippocampo e conseguente riduzione della capacità mnemonica.
Incendi in Islanda: la mano dell’uomo anche 1.100 anni fa

Un team internazionale guidato da scienziate e scienziati dell’Università Ca’ Foscari Venezia e dell’Istituto di scienze polari del Consiglio nazionale delle ricerche ha letto nei composti chimici depositati nel ghiaccio l’andamento degli incendi di cinquemila anni. Il lavoro è pubblicato su Climate of the Past.
Per la prima volta, grazie all’analisi di una carota di ghiaccio prelevata nella costa est della Groenlandia, a Renland, è stata ricostruita la storia degli incendi che hanno interessato le foreste islandesi negli ultimi 5mila anni. La scoperta è di un’équipe internazionale guidata dall’Università Ca’ Foscari Venezia e dall’Istituto di scienze polari del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isp), che ha pubblicato i risultati sulla rivista Climate of the Past, aggiungendo un tassello fondamentale alla comprensione dei legami tra incendi, clima e azione dell’uomo.
Il ghiaccio porta infatti impressa l’impronta della storia climatica e ambientale del nostro pianeta e permette di risalire a informazioni di secoli e millenni addietro relative a temperature, eruzioni vulcaniche e anche incendi. “Analizzare i composti chimici presenti nelle carote di ghiaccio prelevate in aree polari aiuta a ricostruire aspetti climatici ed eventi atmosferici del passato”, conferma Andrea Spolaor, ricercatore del Cnr-Isp. “In questo caso parliamo di composti quali black carbon, ammonio e levoglucosano, emessi durante la combustione di biomasse. Misurando questi traccianti abbiamo scoperto che nell’alto Nord Atlantico, che comprende le coste Nord-Est, Sud-Est e Sud-Ovest della Groenlandia e l’Islanda, oltre 4.500 anni fa si sono verificati dei cali di incendi grazie a una diminuzione dell’insolazione estiva, con conseguente avanzare dei ghiacciai e diradarsi della vegetazione”.
"Chi pianta un albero pianta una speranza"

Reducing salt in bread without sacrificing taste

Most people in the U.S. consume too much salt; adult Americans typically eat twice the daily amount recommended by dietary guidelines. Bread may not seem like an obvious culprit; however, due to high consumption and relatively high salt content, baked goods are a major source of sodium in the diet. A new study from the University of Illinois explores ways to reduce sodium in bread without sacrificing taste and leavening ability.
“Bread is one of the staple foods in a lot of people's diets, and people generally don't stick to just one serving of bread,” says Aubrey Dunteman, graduate student in the Department of Food Science and Human Nutrition at U of I, and lead author on the paper.
“About 70% of sodium in the U.S. food supply comes from packaged and processed foods. And the top source is actually baked goods, so reducing salt in that particular category would help to reduce sodium consumption tremendously,” adds study co-author Soo-Yeun Lee, professor of food science at U of I. We can’t completely eliminate salt from our diet, but we can reduce it to a healthier level.
Sequencing multiple RNA base modifications simultaneously: a new era of RNA biology

Researchers from Osaka University have been able to simultaneously detect two types of microRNA modification while sequencing single RNA molecules.
Osaka, Japan – After a gene is transcribed into RNA, modifications can occur to the subunits or “bases” that make up the RNA molecule, which can affect its structure and function. The study of these changes is known as “epitranscriptomics.” These base modifications can occur to most types of RNA molecule, including microRNAs.
Now, a research group at Osaka University, led by Professor Masateru Taniguchi and Professor Hideshi Ishii, have sequenced a microRNA that is a marker for “refractory” gastrointestinal cancer, which does not respond to treatment. They were able to directly detect two types of chemical base modifications simultaneously using a single-molecule quantum sequencer.
MicroRNAs are small non-coding RNA molecules that play a regulatory role by interfering with and suppressing the expression of a gene. Base modifications to microRNAs can affect how they are processed and the efficiency by which they can suppress their targets, altering their function. These modifications are therefore important for understanding the functions of RNAs but have previously proved hard to detect.
The indigenous population of ancient Sicily were active traders

Il Monte Polizzo - Photo J.L.Berry
How should we relate to the traditional historiography on ancient Sicily? The prevailing view has been that the indigenous population had neither territory, power nor economic resources. But with the aid of interdisciplinary methods, a new thesis shows that trade was a big part of the economy for the inhabitants of the settlement of Monte Polizzo.
In general, historiography concerning ancient Sicily is overwhelmingly Greco-centric, i.e. focused on its Greek immigrants. Because the indigenous population’s architectonic remains are relatively invisible, whilst those of the Greek immigrants are monumental, the accepted historiography has been that the indigenous population had neither territory, power nor economic resources. It was instead accepted that as soon as the Greeks had established themselves on the island (on the western side in 628BCE) they colonised and controlled the majority of the Sicilian lowlands, the economy and thus also the indigenous population.
Cancro e metastasi: scoperto recettore endoteliale in grado di interferire con la disseminazione delle cellule metastatiche

Team di ricercatori di Padova e Torino individua nella Latrophilina 2 il recettore in grado di contenere le metastasi grazie alla formazione di una barriera endoteliale nei vasi sanguigni.
Ricercatori delle Università di Padova e Torino hanno scoperto che il processo che porta alla formazione e allo sviluppo dei vasi sanguigni e della funzione vascolare è regolato dal recettore Latrophilina 2 (LPHN2) il quale, agendo da aggregatore cellulare, è in grado di determinare – attraverso specifici segnali - la formazione di una efficace barriera endoteliale che potrebbe costituire un impedimento alla metastasi cellulare dei tumori. Le patologie vascolari sono tuttora la prima causa di morte nel mondo occidentale. Indagare quali sono i meccanismi molecolari coinvolti nello sviluppo e differenziamento del sistema vascolare è quindi di primaria importanza per identificare nuove patologie e curare quelle già esistenti. L'angiogenesi consiste nello sviluppo di nuovi vasi sanguigni a partire da altri già esistenti.
Medicina
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