Biologia molecolare: scoperto il "semaforo" che decide la sorte e la maturazione delle proteine

Uno studio coordinato dalla Statale di Milano, in collaborazione con il CNR-Nanotec e il Baylor College of Medicine, individua un meccanismo precoce di controllo cellulare. La scoperta, apparsa su Cell Reports, apre nuove strade per comprendere tumori e malattie congenite rare.
Una ricerca scientifica internazionale guidata dal professor Thomas Vaccari, del Dipartimento di Bioscienze dell'Università degli Studi di Milano, ha portato alla luce un meccanismo finora sconosciuto che governa il destino delle proteine e la comunicazione intercellulare. Lo studio — condotto insieme al gruppo del dottor Antonio Galeone del CNR-Nanotec di Lecce (nell'ambito del centro congiunto Tecnomed Puglia) e al professor Hamed Jafar-Nejad del Baylor College of Medicine di Houston — è stato pubblicato sulla rivista scientifica Cell Reports.
Non solo alcol: così la composizione del vino può influenzare chi guida

Uno studio pionieristico condotto dal Politecnico e dall’Università di Torino rivela come anche gli ingredienti non alcolici, come l'anidride solforosa, possano incidere sul comportamento al volante, persino quando l'alcolemia rispetta la legge.
In tema di sicurezza stradale siamo abituati a considerare quasi esclusivamente la quantità di alcol ingerita. Tuttavia, ci si chiede se anche la specifica composizione della bevanda possa giocare un ruolo. In che misura elementi non alcolici come i solfiti possono alterare le reazioni di chi guida, pur restando nei parametri consentiti dal codice della strada?
A fare luce su questo interrogativo è una ricerca congiunta del Politecnico di Torino e dell’Università degli Studi di Torino. Lo studio, dal titolo “Understanding driver behaviour after consuming conventional wines with different sulphite contents: insights from a driving simulator study”, è stato pubblicato sulla rivista scientifica PLOS One e finanziato dalla Fondazione CRC (Cassa di Risparmio di Cuneo), con l'obiettivo di valutare in un ambiente controllato se e come la concentrazione di anidride solforosa influenzi le capacità di guida.
Quando un buco nero "spegne" le stelle della galassia vicina: la scoperta targata Milano-Bicocca e NASA

Un team internazionale guidato dal gruppo di ricerca Cosmic Web dell’Università di Milano-Bicocca, in collaborazione con la NASA, ha individuato un fenomeno cosmico insolito nell'universo primordiale. Sfruttando le osservazioni dell'Osservatorio a raggi X Chandra, gli astronomi hanno scoperto come il getto di particelle emesso dal buco nero di una galassia stia disturbando la nube di gas che circonda una galassia adiacente, rallentando drasticamente la nascita di nuove stelle al suo interno.
Il "cuoco cosmico" e la "Red Potato"
Per descrivere la dinamica della scoperta, gli scienziati hanno attinto a una bizzarra metafora culinaria: il buco nero starebbe agitando la "pentola" di gas in cui si trova immersa la galassia vicina, ribattezzata per l'occasione "Red Potato" (ufficialmente MQN01 J004131.9-493704). Il soprannome è stato scelto dai ricercatori per via della sua forma e del suo colore distintivo nelle immagini catturate dal telescopio spaziale James Webb.
Nuova scoperta sulla perdita di sinapsi nell'Alzheimer: il ruolo chiave degli astrociti

Uno studio guidato dall'Università di Padova e pubblicato sulla rivista «Molecular Neurodegeneration» ha fatto luce su un meccanismo finora sconosciuto che regola il controllo e la rimozione delle sinapsi da parte degli astrociti, spiegando come questo processo incida sulla perdita delle connessioni nervose tipica dell'Alzheimer.
Nel cervello sano, le sinapsi vengono costantemente monitorate e modellate per mantenere l'equilibrio della rete neuronale. L'eliminazione delle connessioni danneggiate o inutilizzate è un compito tradizionalmente attribuito alla microglia, le cellule immunitarie del sistema nervoso. Molto meno noto era invece il ruolo svolto da altre cellule gliali, come gli astrociti, e l'impatto delle loro alterazioni nelle patologie neurodegenerative. A lungo considerate semplici elementi di supporto, le cellule gliali sono oggi riconosciute come attrici fondamentali nella fisiologia e nella patologia cerebrale.
Omega-3: I Grassi Buoni che Proteggono Cuore, Cervello e Longevità

Nell'universo della nutrizione, la parola "grassi" evoca spesso associazioni negative. Tuttavia, esiste una categoria di lipidi fondamentali senza i quali il nostro organismo non potrebbe funzionare al meglio: gli acidi grassi polinsaturi Omega-3. Definiti essenziali perché il corpo umano non è in grado di sintetizzarli autonomamente, devono essere necessariamente introdotti attraverso la dieta o, quando necessario, tramite un'integrazione mirata.
Il Triunvirato degli Omega-3: ALA, EPA e DHA
Gli Omega-3 non sono tutti uguali; la famiglia si compone principalmente di tre elementi chiave:
L'ALA (Acido Alfa-Linolenico) è di origine prevalentemente vegetale e si trova in noci, semi di lino, semi di chia e nei relativi oli. L'organismo può convertirlo in EPA e DHA, ma questa conversione ha un'efficienza limitata, spesso inferiore al 10%.
L'EPA (Acido Eicosapentaenoico) si trova principalmente nel pesce grasso e nel fitoplancton, ed è un potente modulatore dei processi infiammatori oltre che un prezioso alleato della salute cardiovascolare.
Il DHA (Acido Docosaesaenoico) è un componente strutturale fondamentale della membrana delle cellule cerebrali e della retina, rivelandosi cruciale per la memoria, la funzione cognitiva e la vista.
Dalle fibre tossiche ai prodotti green: così l'amianto bonificato rinasce nelle bioplastiche

Riconvertire un rifiuto altamente pericoloso per la salute e l'ecosistema in una risorsa preziosa per una nuova filiera industriale sostenibile: è la promessa che emerge dallo studio sull'amianto guidato da Lorenzo Squitieri, dottorando industriale dello spin-off Graftonica e membro del team di ricerca di Roberto Simonutti (docente di Chimica Industriale presso il Dipartimento di Scienza dei Materiali).
Il gruppo di lavoro, coordinato dal ricercatore Michele Mauri dello stesso Dipartimento, ha evidenziato come l'amianto — storicamente fonte di gravi problematiche ambientali — possa essere convertito in un additivo efficace per creare bioplastiche dalla degradabilità ottimizzata.
Quando i guardiani del cervello si stressano: scoperto un nuovo meccanismo nella neurodegenerazione

Un importante studio internazionale ha fatto luce su un processo inedito che potrebbe favorire la progressione delle malattie neurodegenerative. La ricerca, frutto della collaborazione tra l'Institut Imagine di Parigi e l'Università degli Studi di Milano, rivela che il problema nasce quando i mitocondri delle cellule della microglia non riescono più a gestire correttamente alcune proteine. Questo intoppo manda le cellule in uno stato di stress cronico che ne altera il metabolismo e interrompe il fondamentale dialogo con i neuroni e le altre cellule cerebrali, alimentando infiammazione e senescenza cellulare. Lo studio è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Neuroscience.
L'arma segreta dei predatori: come un singolo dente ha guidato l'evoluzione dei mammiferi carnivori

Un recente studio internazionale pubblicato sulla prestigiosa rivista Science, che ha visto la partecipazione dell'Università Sapienza di Roma, ha svelato il mistero dietro lo straordinario successo adattativo dei mammiferi carnivori. La chiave di volta della loro evoluzione risiede in una specifica modificazione anatomica: il dente carnassiale.
Il protagonista dell'evoluzione: il dente carnassiale
Che si tratti di un maestoso leone, di un grande orso o di una piccola lontra, tutti i mammiferi appartenenti all'ordine Carnivora, che conta circa 300 specie attuali, condividono un elemento distintivo. Questo elemento è il carnassiale, ovvero il primo molare della mandibola. Si tratta di un dente specializzato nel tagliare la carne e triturare il cibo, che ha permesso a questi animali di colonizzare gli habitat più disparati e adottare le diete più diverse. Il team internazionale di ricerca, coordinato dalla University of California Berkeley, ha visto tra i suoi coautori Davide Tamagnini, ricercatore del Dipartimento di Biologia e Biotecnologie "Charles Darwin" della Sapienza.
Obesità: scoperto l'interruttore genetico che protegge il metabolismo

Un importante studio condotto dal Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova, guidato da Marina de Bernard e Sara Coletta, ha svelato il ruolo cruciale del recettore CD300e all'interno del tessuto adiposo. Questa proteina agisce come una sorta di scudo naturale: se viene a mancare, il fegato si ammala e la sensibilità all'insulina crolla drasticamente.
La ricerca, intitolata “CD300e modulates metabolic programs in adipose tissue macrophages during obesity” e pubblicata sulla rivista «Cell Death & Disease», ha individuato in CD300e un vero e proprio "interruttore" protettivo. Il suo compito è mantenere il metabolismo in equilibrio, impedendo che l'eccesso di peso si trasformi in patologie ben più gravi, come il diabete di tipo 2 o la steatosi epatica (il cosiddetto "fegato grasso").
SOS Ghiacciai: l'ecosistema nascosto che rischia di estinguersi prima di essere scoperto

Un nuovo studio internazionale coordinato dall’Università Statale di Milano e dal MUSE rivela che i ghiacciai ospitano una ricchissima biodiversità. Ma il riscaldamento globale minaccia di cancellare decine di specie uniche.
I ghiacciai non sono deserti di ghiaccio né semplici riserve d'acqua dolci, ma veri e propri scrigni di biodiversità. Questo ecosistema è popolato da una fauna in gran parte sconosciuta che oggi, a causa del rapido riscaldamento globale, rischia di scomparire prima ancora di essere pienamente studiata e compresa.
A lanciare l'allarme è una ricerca internazionale guidata dall’Università Statale di Milano in collaborazione con il MUSE (Museo delle Scienze di Trento). Pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica PNAS, lo studio offre la prima mappatura globale degli animali che popolano le aree glaciali, evidenziando la loro estrema vulnerabilità di fronte agli effetti del cambiamento climatico.
Medicina
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Paleontologia
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Astronomia e Spazio
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Scienze Naturali e Ambiente
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