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Dal 2 giugno riaprono al pubblico tutti gli spazi del Sistema Musei in Comune di Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Dopo la ripresa delle attività dei Musei Capitolini e del Museo di Roma a Palazzo Braschi, lo scorso 19 maggio, riaprono anche Museo dell’Ara Pacis, Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali, Centrale Montemartini, Museo di Roma in Trastevere, Galleria d’Arte Moderna, Musei di Villa Torlonia, Museo Civico di Zoologia, Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese, Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, Museo Napoleonico, Museo Pietro Canonica, Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina, Museo di Casal de’ Pazzi, Museo delle Mura. Dalla stessa data, saranno nuovamente visitabili le aree archeologiche dei Fori Imperiali (ingresso dalla Colonna Traiana e uscita dal Foro di Cesare su Via dei Fori Imperiali), dalle 08.30 alle 19.15 (ultimo ingresso 18.15), e del Circo Massimo (a esclusione di Circo Maximo Experience), dalle 9.30 alle 19.00 (ultimo ingresso 18.00). Servizi museali a cura di Zètema Progetto Cultura.

Pubblicato in Arte



 

Stevan Zivkov Andricin ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Rabab Fatima President of UNICEF Executive Board (UNICEF) e a 2 altri/altre


We demand introduction of compulsory Animals in Modern History curriculum in school  worldwide, for children from age 12, separately or as the part of classic History.

Dramatic events on Earth show how wrong our behavior towards animals is. Remember the moment when you find out about the things we do to the animals. I’m sure this isn’t taught in schools. In the book “The Case for Animal Rights” published in 1985 Tom Regan writes: 'What's wrong - fundamentally wrong - with the way animals are treated isn't the details that vary from case to case. It's the whole system.' 

Animals in history topic is like an "elephant in the room'', something huge what is missing in our education. We, humans, need to understand the enormous contribution of animals in human history because many important history events simply couldn't happened without animals. Teaching of world history without animals is the false principle of our education which is dramatically reflects on our environment. Also, The history of what we've done to the Animals should be taught along with our other crimes. With this curriculum. we want to ensure that the world that comes after us is a world in which new generations are conscious and in harmony with animals and nature. 

Pubblicato in Etica

 

I risultati di un progetto pilota finanziato da AriSLA (Fondazione italiana di ricerca per la SLA) e coordinato da Marta Fumagalli, ricercatrice del gruppo di Maria Pia Abbracchio del Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari dell’Università Statale, sono stati da poco pubblicati sulla rivista International Journal of Molecular Sciences (https://doi.org/10.3390/ijms21072395).

Lo studio, che ha visto la collaborazione del gruppo di ricerca di Giambattista Bonanno, professore di Farmacologia presso il Dipartimento di Farmacia dell’Università di Genova, che si occupa da 15 anni di studi sulla Sclerosi laterale amiotrofica (SLA), individua il recettore GPR17, importante regolatore del differenziamento dei progenitori degli oligodendrociti (OPC), come potenziale bersaglio farmacologico per il trattamento della SLA.

Pubblicato in Medicina



Will we still drink coffee in the future, and will coffee remain affordable? Maybe. But not without adjusting coffee farms to climate change. Agroforestry in coffee fields, which means growing coffee under the shadow of trees, could contribute to the conservation of coffee plantations whose existence is under threat from climate change. This is demonstrated by model calculations conducted by Wageningen University & Research (WUR) and the Federal University of Viçosa (Brazil) for Zona de Mata, a key coffee region in Brazil.

More than 1,5 billion cups of coffee are consumed worldwide each day. But while the demand for coffee increases, the coffee plant, and the Arabica species in particular, is under threat from climate change. Coffee is of crucial importance to the livelihood of millions of small-scale farmers. The rising temperatures diminish the area suited to growing Arabica coffee. Estimates show that, based on the current climate scenarios, the areas suited to cultivating coffee will have shrunk by half in 2050. Furthermore, uncertain conditions, such as severe precipitation or drought, make harvests uncertain.

Pubblicato in Scienceonline


Una collaborazione internazionale tra 115 istituzioni in tutto il mondo, che vede ai primi posti l'Unità Genetica dei Tumori Rari del Dipartimento di Medicina Interna e Specialità Mediche dell’Università di Genova e l’Ospedale Policlinico San Martino, guidata dalla prof.ssa Paola Ghiorzo, appena pubblicata su Nature Genetics, ha più che raddoppiato il numero conosciuto di regioni sul genoma umano che influenzano il rischio di sviluppare il melanoma.


Il melanoma è un tumore della pelle, a volte mortale, la cui incidenza è in costante aumento in Italia. Ogni anno vengono diagnosticati circa 12.000 nuovi casi e registrati circa 2.000 decessi nonostante i progressi ottenuti con le nuove terapie.

La prof.ssa Ghiorzo si è avvalsa della collaborazione di Bruna Dalmasso (UniGe), Lorenza Pastorino (UniGe) e Paola Queirolo (IRCCS San Martino). I ricercatori hanno esaminato il DNA di 37.000 persone a cui era stato diagnosticato il melanoma e hanno confrontato le loro informazioni genetiche con quelle di quasi 400.000 persone senza storia della malattia, triplicando il campione studiato rispetto a qualsiasi studio precedente sul rischio di melanoma e ampliando gli approcci grazie al confronto dei dati genetici con quelli di espressione.


È stata usata la relazione tra nei, pigmentazione e melanoma per identificare 33 regioni geniche aggiuntive e confermarne 21 precedentemente segnalate che potenzialmente influenzano il rischio di melanoma. L’identificazione delle nuove regioni permette ora di restringere il campo dei geni specifici sottostanti e comprendere meglio i percorsi che portano al melanoma. Il melanoma inizia nei melanociti, cellule della pelle responsabili della produzione del pigmento melanina che dà colore alla pelle.

Pubblicato in Medicina

 



Areas of the planet home to one-third of humans will become as hot as the hottest parts of the Sahara within 50 years, unless greenhouse gas emissions fall, according to research by scientists from China, USA and Europe published in the journal Proceedings of the National Academy of Sciences this week. The rapid heating would mean that 3.5 billion people would live outside the climate ‘niche’ in which humans have thrived for 6,000 years.

Published as billions of people are locked down by the corona crisis, the findings are a stark warning that continued carbon emissions would put the world at increasing risk of further unprecedented crises, the international research team of archaeologists, ecologists, and climate scientists concludes.

Pubblicato in Scienceonline

 

The experts Paula Esteller, Bru Cormand and Òscar Lao.



The frequency of genetic variants associated with attention-deficit/hyperactivity disorder (ADHD) has decreased progressively in the evolutionary human lineage from the Palaeolithic to nowadays, according to a study published in the journal Scientific Reports.

The new genomic analysis compares several ADHD-associated genetic variants described in current European populations to assess its evolution in samples of the human species (Homo sapiens), modern and ancient, and in samples of Neanderthals (Homo neanderthalensis). According to the conclusions, the low tendency observed in European populations could not be explained for the genetic mix with African populations or the introgression of Neanderthal genomic segments in our genome.

The new genomic study isled by Professor Bru Cormand, from the Faculty of Biology and the Institute of Biomedicine of the University of Barcelona (IBUB), the Research Institute Sant Joan de Déu (IRSJD) and the Rare Diseases Networking Biomedical Research Centre (CIBERER), and the researcher Oscar Lao, from the Centro Nacional de Análisis Genómico (CNAG), part of the Centre for Genomic Regulation (CRG). The study, whose first author is the CNAG-CRG researcher Paula Esteller -current doctoral student at the Institute of Evolutionary Biology (IBE, CSIC-UPF)- counts on the participation of research groups of the Aarhus University (Denmark) and the Upstate Medical University of New York (United States).

Pubblicato in Scienceonline


Che impatto ha la casa in cui viviamo sulla nostra salute mentale? Il lockdown imposto per contenere la diffusione della pandemia da Covid-19 ha trasformato le case di milioni di persone in postazioni di lavoro, sale riunioni o aule didattiche. Improvvisamente la nostra quotidianità è cambiata; molti hanno dovuto decidere dove trascorrere i successivi due mesi di vita, rimanendo negli appartamenti metropolitani o ritornando alle case familiari fuori città, condividendo ogni giorno gli spazi con coniugi, figli o familiari.
Alla vigilia della riapertura, dopo questa intenso periodo nelle nostre case, sicuramente molti desidererebbero avere una stanza in più, un terrazzo più grande o una vista migliore. E se queste non fossero solo preferenze personali ma, in qualche modo, influissero anche sulla qualità della nostra vita?

Pubblicato in Etica
Venerdì, 29 Maggio 2020 08:11

Coronavirus: the importance of ventilation

Droplets produced by coughing, photographed using laser techniques. The large droplets will fall to the ground within one second, whereas the tiny droplets can remain in the air for several minutes. Image: The Lancet / G. A. Somsen et al.



Using laser light techniques, University of Amsterdam physicists and medical researchers have found that small cough droplets, potentially containing virus particles, can float in the air in a room for many minutes, especially when the room is poorly ventilated. Good ventilation in public spaces (e.g. public transport, nursing homes) is therefore crucial to slow down the spread of the coronavirus. The results were published in the scientific journal The Lancet Respiratory Medicine on Thursday, 28 May.

The research was carried out by physicists Daniel Bonn, Stefan Kooij and Cees van Rijn from the UvA Institute of Physics, together with medical researchers Aernout Somsen (Cardiology Centers of the Netherlands) and Reinout Bem (Amsterdam University Medical Centers).

Pubblicato in Scienceonline
Venerdì, 29 Maggio 2020 08:09

Same father, same face


More like mom or dad?

Human babies always get this curious look in their face combined with the question whom the child resembles most. The answers vary depending on the degree of kinship, gender and the time of assessment. Mandrills, monkeys living in Equatorial Africa, may recognize facial features coding relatedness better than humans. Scientists at the German Primate Center - Leibniz Institute for Primate Research in Göttingen, together with colleagues from the Institut des Sciences de l’Evolution de Montpellier (ISEM), showed by using up-to-date artificial intelligence (AI) that half-sisters, who have the same father look more alike than half-sisters who share the same mother. The paternal half-sisters also have closer social relationships with each other than unrelated mandrills. This result provided the first evidence suggesting that interindividual resemblance has been selected to signal paternal kinship (Science Advances).

Pubblicato in Scienceonline

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