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Venerdì, 05 Giugno 2020 08:24

I buchi neri come fari sulla materia oscura


Una nuova luce sulla strada della ricerca della materia ultraleggera dell’Universo arriva dai buchi neri. È quanto suggerisce lo studio del Dipartimento di Fisica della Sapienza pubblicato sulla rivista Physical Review Letters. 


Le osservazioni sulla cosiddetta materia oscura del nostro Universo sono sempre più numerose e significative, ma sono ancora tante le incognite in questo affascinante campo della fisica moderna.La particella elementare massiccia più leggera conosciuta in natura è il neutrino, con una massa qualche milione di volte più piccola di quella di un elettrone. Alcuni modelli di materia oscura hanno però suggerito l’esistenza di particelle elementari anche molto più leggere, le cui masse che possono essere miliardi di volte più piccole di quella di un neutrino. Rilevare queste sfuggenti particelle è impossibile sulla Terra, a causa delle loro debolissime interazioni con la materia “conosciuta”, cosiddetta ordinaria.

Pubblicato in Fisica


Ludwig-Maximilian-Universitaet (LMU) in Munich researchers have discovered a hitherto unknown molecular function of a specific microRNA that preserves integrity of the endothelium and reduces the risk of atherosclerosis.

Short RNA molecules known as microRNAs (miRNAs) play a vital role in the regulation of gene expression. Anomalies in miRNAs expression and function have been implicated in pathological processes, such as the development of chronic diseases like atherosclerosis. The regulatory functions of miRNAs usually take place in the cytoplasm, where they interact with target RNA transcripts to inhibit their translation into protein or promote their decay. However, Professor Christian Weber’s group in the Institute for Cardiovascular Prevention (IPEK) at the LMU Medical Center has now described an exceptionally different mode of action. By investigating a miRNA named miR-126-5p, Weber’s team demonstrates that this molecule can unexpectedly be transferred into the cell nucleus and, by simply interacting with it, suppresses the activity of an enzyme, named caspase-3, which is responsible for killing the cell by programmed cell death. In this way, the molecule protects vascular integrity and reduces the extent of atherosclerotic lesions.

Pubblicato in Scienceonline


 


According to the first world report on vision published by the WHO in 2019, a third of the planet’s population suffers from myopia, and around 400 million people suffer the most harmful version of the disease: high myopia. Data shows a continued worldwide increase in recent years, reaching an 18% increase in Europe. In fact, in Spain it is the main cause why people become a part of the National Organisation for Blind Spanish People (ONCE, in Spanish). High myopia is a visual pathology that frequently makes the patient more likely to suffer complications such as retinal detachment, glaucoma, macular haemorrhage or cataracts, among others, thus representing one of the main causes of visual impairment and blindness. Researchers from the Biomedical Sciences Institute of the CEU UCH university have been able to prove, for the first time, the relevance of oxidative stress and growth factors in the development of high myopia, in a study that has just been published in international journal Frontiers in Physiology.

Pubblicato in Scienceonline


Grazie ad un sistema portatile per la circolazione extracorporea- usato solo in 3 centri in Italia- è stato possibile prolungare la conservazione dell’organo prelevato in attesa dell’esito di esami istologici imprevisti ma necessari per confermare l’idoneità al trapianto. 7 trapianti di cuore a Niguarda da inizio anno di cui 4 nei mesi dell’emergenza Covid19. 

 

A Niguarda è stato realizzato un trapianto cardiaco con l'utilizzo di un macchinario speciale dedicato al trasporto del cuore (disponibile solo in 3 centri in Italia) e che permette di allungare i tempi di permanenza dell'organo fuori dal corpo. L'allungamento dalle 4 ore consuete alle 6, come è successo in questo caso, ha permesso al laboratorio dell'Anatomia Patologica di completare tutta una serie di analisi necessarie e impreviste per cui si è ottenuto il via libera all'utilizzo dell'organo. “Questo “bonus” di 2 ore in più ci ha permesso di utilizzare l'organo resosi disponibile presso l'ospedale di Varese. Al momento del prelievo, infatti, ci si è accorti della presenza di un nodulo sospetto per tumore nel polmone del donatore - spiega Claudio Russo, Direttore della Cardiochirurgia-. Il che se confermato, avrebbe impedito il trapianto.

Pubblicato in Medicina

"Occorre procedere nel difficile percorso di decarbonizzazione intervenendo con investimenti importanti stimati in 130 mila miliardi di dollari per avviare e diffondere l'uso delle energie rinnovabili: dal solare, all'eolico fino al geotermico per innescare un processo virtuoso che ci consenta entro il 2050, a livello globale, di tagliare il 70% delle emissioni di anidride carbonica". Queste le parole di Vincenzo Giovine, Vice Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi e Coordinatore della Commissione "Ambiente" del CNG, alla vigilia della Giornata mondiale dell'ambiente, proclamata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1972. Il tema per l'edizione 2020 è "È il momento per la Natura", dedicato alla biodiversità e al rischio di estinzione di circa 1 milione di specie viventi, su un totale stimato di circa 8.7 milioni.

Anche quest'anno il 5 giugno il Consiglio Nazionale dei Geologi, sempre attento alle tematiche ambientali, aderisce all'iniziativa. "La giornata mondiale dell'ambiente costituisce un'occasione importante – spiega Giovine - per ribadire la necessità di un cambiamento ambientale radicale improntato ad una gestione sostenibile delle risorse al fine di tutelare il futuro del pianeta e delle specie viventi".

Pubblicato in Ambiente



Researchers in Brazil have created a system capable of measuring body temperature from a distance and in crowded environments, such as hospitals, supermarkets and factories. The system aims to detect people with fever — one of the most frequent symptoms of COVID-19 — and prevent the virus SARS-CoV-2 from spreading.

The technology, called Fevver, is based on algorithms and artificial intelligence connected to a camera. It captures images of faces and detects infrared energy radiation by measuring the temperature of the corners of the eyes, where the lacrimal channels are located. The system is already being used in the Albert Einstein hospital, a private medical facility in São Paulo, which has the most recorded COVID-19 cases in Brazil. Set up at the hospital reception, it can capture and analyse the face of every person who enters the facility.

Pubblicato in Scienceonline
Giovedì, 04 Giugno 2020 11:30

"Planet Escape Room", siamo tutti in gioco



Dalla pandemia alle locuste, dagli incendi in Australia all’acqua alta a Venezia, i messaggi di allarme dal Pianeta si susseguono senza sosta e il tempo per agire è sempre meno, dobbiamo collegare i segnali per garantirci un futuro prospero e sicuro

Ora che finalmente la pandemia sta rallentando è arrivato il momento di riflettere. La scienza ha confermato come la diffusione di questo virus sia direttamente e indirettamente collegata ad un rapporto “malato” con la natura, caratterizzato da deforestazione, commercio illegale di animali selvatici, modelli di produzione e di consumo insostenibili a cui si aggiungono i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità.
Fra i tanti messaggi di allarme che hanno attraversato il Pianeta negli ultimi mesi, il COVID-19 è sicuramente il più immediato e tangibile, ma di certo non l’unico.

Per questo nella Giornata mondiale dell’ambiente, che si celebra venerdì 5 giugno, il WWF ha deciso di ripercorrere e collegare le maggiori emergenze degli ultimi 18 mesi - in particolare quelle che hanno avuto maggior risalto mediatico - per raccontare la drammatica escalation dei segnali che ci sta inviando il pianeta ed evidenziare come solo un buon gioco di squadra possa farci uscire dalla crisi planetaria, disegnando un futuro più prospero e sicuro per tutti. Lo ha fatto considerando tutte le principali emergenze ambientali come se fossero gli elementi di una Escape Room planetaria, che necessita di risposte concrete per passare al livello successivo ossia quello in cui le nostre condizioni di vita, di salute e di benessere vengono garantite e protette.

Il report "Planet Escape Room, siamo tutti in gioco. I messaggi di allarme dal Pianeta si susseguono senza sosta e il tempo per agire è sempre meno" è scaricabile QUI>>

Pubblicato in Ambiente


Il Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell'Università di Pisa, unico partner italiano del progetto, metterà al servizio le tecniche uniche che ha sviluppato per identificare le diverse tipologie di microplastiche


Un oceano di plastica: si stima che nell’Atlantico ne arrivino ogni anno dai cinque ai tredici milioni di tonnellate, una presenza di cui però si conosce molto poco, appena il 10%, soprattutto a causa delle microplastiche. E proprio per colmare questa lacuna è partito HOTMIC- Horizontal and vertical oceanic distribution, transport, and impact of microplastics, un progetto triennale finanziato con 2,3 milioni di euro nell’ambito del programma europeo “JPI Oceans” a sostegno dei mari denominato “Healthy and Productive Seas and Oceans”.

I paesi europei impegnati nel progetto HOTMIC sono sei e per l'Italia l'unico partner è il Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell'Università di Pisa. HOTMIC, che prenderà il via ufficialmente il 5 giugno, ha l’obiettivo di mappare la presenza delle microplastiche dalla costa Atlantica europea sino al vortice nord atlantico. Con questo progetto si metteranno a punto metodologie analitiche e si faranno campagne di campionamento delle microplastiche, anche sotto i 10 micron, per valutarne entità, tipologia, distribuzione, rotte dagli estuari fino al mare aperto e dalla superficie sino ai fondali, modalità di degradazione e di interazione con organismi biologici. L’intento è di porre le basi per una più accurata valutazione dei potenziali rischi per l’ambiente e per gli organismi marini. In particolare, i chimici e ricercatori dell’Ateneo pisano metteranno in campo le tecniche uniche che hanno ideato per identificare e quantificare le diverse varietà di microplastiche.

Pubblicato in Ambiente

 


L’alimentazione può essere utile a combattere la depressione. Fornendo al proprio corpo più calorie, e quindi più energia, oppure alimenti che stabilizzano il livello di zucchero nel sangue e stimolano i neurotrasmettitori cerebrali.

Uno studio dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano ha indagato le abitudini alimentari di 500 persone, confrontandole con i parametri stabiliti dai nutrizionisti dell’Osservatorio per combattere la depressione, un male sempre più diffuso nella nostra società, e fornito dei consigli pratici.

Ne soffrono circa 15 persone su 100. Il disturbo depressivo può colpire chiunque a qualunque età, ma è più frequente tra i 25 e i 44 anni ed è due volte più comune nelle donne adolescenti e nelle adulte. Secondo uno studio ESEMeD (European Study of the Epidemiology of mental Disorders) in Italia la prevalenza della depressione maggiore e della distimia (disturbo dell’umore) è del 4,5 % dopo i 65 anni, mentre l’età adulta è sicuramente la più a rischio, con una percentuale del 10%.

Lo studio dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano (OGP) ha analizzato in modo accurato le abitudini alimentari di 500 persone tra i 18-55 anni, utilizzando un software che permette di calcolare l’intake calorico e di macro e micro nutrienti, di vitamine e di minerali.

Pubblicato in Medicina


Una tigre di Sumatra – specie considerata in grave pericolo di estinzione dalla UICN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) – è morta sull’isola di Sumatra, in Indonesia, dopo essere rimasta intrappolata all’interno di una piantagione per la produzione di cellulosa gestita dalla APP (Asia Pulp and Paper), società controllata dal Sinar Mas Group, uno dei maggiori produttori di carta al mondo.

L’espansione, legale e illegale, delle piantagioni per la produzione di olio di palma e cellulosa è una delle principali cause degli incendi che da ormai molti anni devastano le foreste indonesiane, causando gravi problemi di salute alla popolazione e la perdita dell’habitat di molte specie endemiche come la tigre di Sumatra. In natura ne rimangono circa 600 esemplari.

Secondo il Riau Natural Resources Conservation Agency Center, che ha eseguito l’autopsia, si trattava di un giovane esemplare maschio che, prima di rimanere intrappolato, è stato ferito alla zampa anteriore destra. Nelle vicinanze della trappola è stata trovata una carcassa di maiale, probabilmente utilizzata dai bracconieri come esca. Dall’inizio dell’anno è la seconda tigre ad essere ritrovata morta in una piantagione per la produzione di cellulosa.

Pubblicato in Zoologia

Medicina

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